Alternanza scuola-lavoro: 26 milioni sul piatto per le aziende

di redazione

item-thumbnail

Un “buono” di importo medio di 600 euro a impresa per coprire, in parte, le spese dei tutor aziendali; e alleggerire, così, un po’ anche i costi legati alla gestione amministrativa in capo ai datori dell’alternanza scuola-lavoro.

A settembre l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria andrà a regime, coinvolgendo pure gli studenti di quinta superiore (interesserà in totale più di 1,4 milioni di ragazzi); ma finora di alunni in azienda se ne sono visti piuttosto pochi (nel 2015/2016 le imprese ospitanti sono state appena l’8,8%, e si stima che quest’anno saliranno al 9,7% – nella manifattura si arriva al 10,6% – fonte Confindustria).

A pesare sul mancato decollo dell’alternanza è stata la burocrazia ministeriale mancante di interventi e servizi, a sostegno delle aziende, specie le Pmi.

Ora viene coinvolta anche Unioncamere con misure dirette proprio a supportare gli imprenditori. L’obiettivo è favorire l’incontro tra istituti e aziende: sul piatto vengono messi 26 milioni di euro per il prossimo triennio, che serviranno a finanziare buoni, in media di 600 euro, per aiutare micro, piccole e medie imprese ad ospitare studenti, puntando su percorsi formativi di qualità e semplificando una serie di adempimenti burocratici, dal supporto al tutor aziendale alla corretta attuazione delle normative su salute e sicurezza, fino ad arrivare alla valutazione delle competenze acquisite.

All’iniziativa hanno già aderito infatti 77 Camere in tutt’Italia, che in questi giorni si stanno attivando per istituire altrettanti servizi di orientamento al lavoro e alle professioni: l’obiettivo è partire per settembre – l’idea è sviluppare network territoriali per sostenere processi efficaci di transizione scuola-università-lavoro.

A Milano l’importo del buono si aggirerà intorno ai mille euro, e servirà non solo per il tutor aziendale, ma anche per consolidare la collaborazione con il sistema educativo. A buon punto pure la Camera di commercio di Firenze con un buono di 600 euro e si sta partendo in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia.

Versione stampabile