Altamore: a Bussetti, la scuola del Sud vuole essere di qualità

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Inviato da Caterina Altamore – “Impegno, lavoro e sacrificio per recuperare il ‘gap’ (con il, ndr) Nord”: è questa la formula del Ministro Bussetti per ridare slancio alla scuola del Sud, da anni è in ginocchio per le precarie condizioni che è costretta a fronteggiare senza soluzione di continuità.

Come non vedere:
– gli edifici fatiscenti e insicuri, che ospitano quotidianamente alunni e personale della scuola,
– la formazione del personale docente e dirigente, accantonata come “alternativa” a qualsiasi soluzione, quasi fosse un optional o un’inutilità formare e aggiornare docenti e dirigenti,
– le risorse costantemente tagliate, ridotte, centellinate…, anche per quanto riguarda le attività di sostegno agli alunni con disabilità o gli interventi di L2 per gli studenti non italofoni,
– il tempo-scuola ridotto al minimo delle ore conteggiabili, senza possibilità di garantire il tempo-pieno agli alunni,
– il precariato persistente, che non vede quella stabilità utile, prima di tutto, agli alunni,
– il proseguimento della migrazione interna, imposta sia dalla necessità di lavorare, ma anche dall’incapacità di creare le fattibili e possibili condizioni per restare,
– l’allontanamento forzato, determinato dall’algoritmo impazzito del precedente Ministro all’Istruzione
– il lasciare la propria terra e, in essa, la famiglia e gli affetti più cari, per andare a lavorare al Nord, dove con impegno e mille sacrifici garantiamo il funzionamento delle scuole, garantendo la qualità che contribuisce a determinare il “gap” che lei pensa di colmare con ciò che, già, stiamo ampiamente facendo!
E cosa dire delle regole, che cambiano repentinamente, ad ogni cambio di ministro, più attente a conseguire consensi, piuttosto che tutelare la continuità degli interventi educativo-didattici?
Sono alcune voci, ma l’elenco potrebbe continuare per tutti ma, in particolare, per “Noi del Sud”.

Sì, perché
– “Noi del Sud” siamo costretti a mendicare tutto ciò che dovrebbe essere garantito, affinché la scuola possa assicurare la “qualità” necessaria per il successo formativo di ciascun alunno…;
– “Noi del Sud” abbiamo così voglia di lavorare, che siamo disposti a preparare una valigia, lasciare ciò che più amiamo, e partire “subito”, alla prima chiamata, senza neppur sapere quando potremo tornare…;
– “Noi del Sud”, ed è nostra responsabilità, abbiamo dato potere a chi, di turno, sa sfruttare il bisogno come arma di ricatto…
Ma “Noi del Sud” non abbiamo ancora perso la nostra dignità. Per questo rispondiamo alla provocazione lanciata dall’attuale Ministro, che pensa che il recupero del “gap” rispetto al Nord consista in ciò che egli non vede: noi già ci stiamo impegnando, lavorando, e già oggi, e non solo da oggi, stiamo facendo sacrifici, con la volontà di dare speranza alla nostra terra, liberandola, con l’istruzione, dall’ignoranza, dallo sfruttamento, dalla mafia, dalle devianze… e non solo nelle scuole a rischio, dove la formazione rappresenta l’unica possibilità, unico avamposto certo della presenza dello Stato, non solo in quella “terra di frontiera”, ma in ogni scuola del “nostro Sud”.

Soltanto la scuola può creare migliori condizioni di vita. E se anche lei, davvero, crede in questo, se anche lei vuole davvero migliorare la “nostra scuola”, allora Ministro Bussetti, non può pensare di affidarsi a facili slogan. Sa bene, Ministro, che per contrastare realmente, e non in modo virtuale, il “malaffare” e la “mafia”, oltre al nostro quotidiano “impegno”, al nostro “lavoro” e al nostro “sacrificio”, è indispensabile supportare l’ istruzione con stanziamento adeguato di fondi e risorse, perché solo investendo si potrà parlare non solo di azzeramento del ‘gap’, ma della presenza, nei nostri territori, di una scuola intessuta su una reale qualità: una scuola per tutti, aperta, baluardo di giustizia, di sicurezza, di cittadinanza attiva.
La scuola che tutti “Noi del Sud” e che “Noi del Nord” vogliamo è una scuola di qualità!
Ho sempre lottato per questo e continuerò a farlo, insieme a tanti altri.
E chiudo, invitandola nella mia, nella nostra, scuola.
Ma la prego: non si nasconda dietro ciò che già esiste. Si impegni, invece, a riconoscerlo e a tutelarlo come prezioso, incrementandolo con ciò che serve (risorse e finanziamenti).

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione