Altadonna (A.S.I.), Assistenza Specialistica alunni disabili: il Comune di Palermo glissa per un altro anno

di redazione
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Risuonano a festa le campane del Comune di Palermo quando, approvato il bilancio, si certificano le somme (per altro dovute come sancisce l’ex art. 13 della legge 104/92) per la copertura della spesa relativa ai 1.186 Assistenti Specializzati che anche quest’anno svolgeranno la loro attività professionale con gli alunni diversamente abili delle scuole palermitane.

Risuonano a festa le campane del Comune di Palermo quando, approvato il bilancio, si certificano le somme (per altro dovute come sancisce l’ex art. 13 della legge 104/92) per la copertura della spesa relativa ai 1.186 Assistenti Specializzati che anche quest’anno svolgeranno la loro attività professionale con gli alunni diversamente abili delle scuole palermitane. Fin qui tutto secondo quanto stabilito dalla norma, se non fosse che anche quest’anno l’amministrazione comunale deroga ai propri doveri.

Dove nasce la controversia?

Lo abbiamo chiesto a Salvo Altadonna portavoce del Comitato ASI( Area, Sostegno e Inclusione) e Consiglliere della V Circoscrizione di Palermo, che si era già occupato della vicenda.

Vorrei intanto specificare – esordisce Altadonna – che non vi è alcuna controversia visto che il grande senso di responsabilità dei Dirigenti Scolastici metterà ancora una volta una pezza sulle inadempienze del Comune di Palermo. La questione sta nel fatto che il Comune di Palermo, a differenza dei restanti comuni italiani e della stessa città metropolitana di Palermo, chiede ai D.S. di sottoscrivere il contratto di prestazione d’opera direttamente con gli assistenti.

Pratica che non solo esula dalla legge, che altresì prevede che sia il Comune a stipulare detti contratti, ma rende le scuole parti in causa dinnanzi alle controversie con i lavoratori. Cosi’ molti dirigenti scolastici si ritrovano da un lato le segreterie congestionate dall’elaborazione trimestrale delle competenze stipendiali del personale oggetto di detta contrattazione (non statale) e dall’altro a rispondere nei tribunali pur non esendo di fatto parte datoriale.

E i sindacati di categoria?

Spiace evidenziare – dice con tono amareggiato Altadonna – che a seguito di diversi incontri tra USR Sicilia, Comune di Palermo e OO.SS. queste ultime non hanno, ad eccezione dell’ANP, ritenuto necessario dare voce ai loro iscritti ed alle proposte di risoluzione eleaborate dai Presidi. Come sovente accade i Sindacati firmatari di contratto hanno agevolato il dialogo tra USR e Comune dando sponda alla redazione di un nuovo accordo che nei fatti non cambia però la condizione dei D.S..

Cosa succede adesso?

Adesso – conclude Altadonna – la palla passa ai Consigli di Circolo e di Istituto che ai sensi dell’art. 33 comma 1 del Decreto Interministeriale n. 44/2001 determina i criteri e i limiti delle attività negoziali che rientrano nei compiti del Dirigente Scolastico.

A loro il compito da un lato di puntualizzare l’assoluta volontà di non porre vincoli all’espletamento del servizio rivolto agli alunni disabili e dall’altro l’autodeterminazione in ordine al rispetto di quanto previsto e non derogato dalla legge in materia di contrattualizzazione del personale da parte degli istituti scolastici.

Altadonna cosa farà il Comitato ASI e cosa fara da Consigliere?

Il Comitato ASI si occuperà di verificare che tutti i Consigli di Istituto si pronuncino sull’argomento e ove informati procederemo con formale diffida nei confronti dei Presidi che non riterranno di passare da questo fondamentale organismo. Come Consigliere cercherò in accordo con il mio gruppo politico di porre in essere tutte le necessarie variazioni all’attuale regolamento del Comune di Palermo che attualmente regola questo settore. Ciò ponendo particolare attenzione a che l’Amministrazione comunale non confonda più la proprietà degli immobili con la servitù dei dirigenti scolastici.

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