Allungare il calendario scolastico? Pacifico (Anief): “Significa negare la Dad. Draghi pensi ad abolire classi pollaio e stabilizzare precari” [INTERVISTA]

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Allungare il calendario scolastico? Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non ci sta. “Non abbiamo scherzato fino ad oggi con la didattica a distanza. Significherebbe sottovalutare il lavoro fatto dai docenti”.

Il presidente incaricato Mario Draghi pensa ad allungare il calendario scolastico per recuperare gli apprendimenti. Vi trova d’accordo?
Significa sottovalutare tutto il lavoro fatto durante la didattica a distanza. L’unica ipotesi per cambiare il calendario scolastico potrebbe essere giustificata soltanto da una chiusura totale di tutte le attività didattiche, ascoltando comunque le parti sociali e le istituzioni scolastiche.
Non si può pensare che si sta scherzando, quando addirittura la legge prevede che tutta l’attività fatta sia oggetto di scrutini finali.

E’ difficile effettivamente verificare come si è lavorato
Il recupero degli apprendimenti era stato già programmato per settembre. A settembre l’anno scolastico era iniziato anche con delle risorse aggiuntive per recuperare gli apprendimenti mancanti durante la prima fase della dad.
Ogni consiglio di classe valuterà di volta in volta se ci sono degli apprendimenti da recuperare e se ci sarà personale disponibile, con risorse aggiuntive ad hoc. Questo non significa cambiare il calendario scolastico e dunque negare che si è fatta la didattica a distanza, vanificare il lavoro fatto da un milione di docenti. Bisogna fare chiarezza: se il governo pensa che in futuro, in caso di pandemia, la dad sia inutile, tanto vale che sospenda tutte le attività e preveda una modifica del calendario.

Tra l’altro a giugno si svolgeranno gli esami di maturità
L’ipotesi è infatti irricevibile, può essere discussa solo se si decide che la dad non sia più una soluzione. Soltanto in questo caso si può pensare di riequilibrare le pause didattiche.

Siamo in attesa di indicazioni sullo svolgimento degli esami di maturità. Si può confermare il modello dello scorso anno, un’unica prova orale?
Per coerenza, visto che molti studenti delle superiori hanno fatto la stessa didattica a distanza, a parità di condizioni, si può confermare un’unica prova orale.

Draghi punterebbe ad avere tutti i docenti in classe a settembre
Per fare questo bisogna innanzitutto andare a fare una mappatura di quali posti siano veramente vacanti e disponibili tra gli organici in supplenza. Ricordo che quest’anno abbiamo l’organico suppletivo Covid ed è stato presentato un emendamento per prolungare fino a giugno i contratti. Poi ci sono più di 200mila contratti fino al termine delle attività didattiche e la maggior parte di questi contratti ad Anief risulta su posti vacanti, definitivamente vacanti. Bisognerebbe dare i ruoli a questi due terzi di contratti entro luglio e quindi esaurire le graduatorie ad esaurimento, esaurire tutte le graduatorie create dai concorsi ordinari e straordinari e procedere con un’assunzione di tutti i precari con 36 mesi di servizio, che sono docenti che da anni scrutinano i nostri studenti. Bisogna levare la leggenda. La stabilizzazione dei precari non squalifica i livelli di apprendimento dei nostri studenti.
E la soluzione non è quella di fare reclutare i docenti dalle scuole, ma quel canale riservato che chiede l’Europa, non in ultimo con l’accoglimento del reclamo collettivo da parte del Comitato europeo dei diritti sociali.
Allora, piuttosto che concentrarsi sul calendario scolastico in questo momento, suggerisco a Draghi di concentrarsi sulle classi pollaio, sui plessi dismessi, sui posti tagliati sugli organici.
La scuola in presenza può convivere col Covid con classi con 10-15 alunni, se ogni scuola avesse una lim e una connessione veloce. Bisogna affrontare la convivenza col virus e questo si fa non modificando il calendario scolastico, ma partendo dalla modifica delle aule scolastiche e rivoluzionando il rapporto alunni/docenti. Negli ultimi 15 anni anche un quarto del personale Ata è stato tagliato. L’azione rivoluzionaria deve essere fatta ora, a marzo, senza aspettare, utilizzando le risorse del Recovery Plan.

Siamo anche in attesa di conoscere il nuovo ministro dell’Istruzione. Cosa chiederete?
Il ministro dell’Istruzione dovrebbe essere qualcuno che si relazioni in maniera costante con le parti sociali per trovare delle soluzioni adeguate.

Chiederemo una ridefinizione degli organici legata alle esigenze del territorio ed emergenziali del paese.
E poi il diritto allo studio: va garantito dal terzo al diciottesimo anno di vita dello studente, con la modifica delle norme sull’obbligo scolastico.
E ancora: sconfiggere la precarietà, con la fine della supplentite.

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