“Alleanza Scuola-Famiglia: è ancora possibile?”, convegno a Roma oggi 9 ottobre

di redazione
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Comunicato – In quali termini è possibile oggi nel nostro Paese costruire un’alleanza fra scuola e famiglia, al fine di consentire realmente il diritto di apprendere dello studente, senza alcuna discriminazione economica?

E’ questo il nodo dell’incontro aperto a genitori, docenti e cittadini che si svolgerà a Roma, oggi mercoledì 9 ottobre alle ore 17.00 presso il Teatro dell’Istituto Paritario Antonio Maria Gianelli (via Mirandola, 15).

Lorenzo Malagola (Segretario generale della “Fondazione De Gasperi”) e Silvia Guidi (giornalista de “L’Osservatore Romano”) ne discuteranno con sr. Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e da anni al centro del dibattito su questi temi, con proposte illustrate anche nella recente “Lettera ai politici sulla libertà di scuola” edita da Rubbettino e scritta a quattro mani col filosofo Dario Antiseri.

È sempre più condivisa la necessità che esista anche in Italia un pluralismo educativo, degno della libera scelta dei genitori. Come sottolinea Alfieri, “non è possibile accettare un futuro che veda in Italia il monopolio educativo della scuola di Stato. Sarebbe come ritenere i genitori incapaci di intendere e di volere ai sensi dell’art. 33 comma 2 della Costituzione: per essi provvede lo Stato”.

È chiaro che la modalità per garantire la libertà di scelta educativa è quella di fare chiarezza di numeri e dati della scuola e assegnare ad ogni studente una quota capitaria. Da qui, la proposta del costo standard di sostenibilità, una soluzione concreta a costo zero: occorre rendere conto ai genitori delle centinaia di ottime scuole pubbliche non gestite dallo Stato, che ogni anno chiudono a danno del pluralismo educativo, e del modo in cui vengono spesi i soldi che i cittadini pagano per l’istruzione.

“Nessun favore si domanda ai politici – si legge sul sito ildirittodiapprendere.it – nessuna falsa promessa si pretende la loro: si chiede che venga garantita la libertà di scelta educativa dei genitori, che hanno già pagato le tasse, in un pluralismo educativo che incentivi la buona scuola pubblica – statale e paritaria – come ascensore sociale”.

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