All’Agorà è tutto un pullulare di sentenze a favore del personale precario docente e ATA..

Di Lalla
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Agorà – Scatti, scatti, scatti in quantità…. riconosciuti dai giudici del lavoro nell’ultima settimana… E’ stato ancora una volta premiato l’impegno profuso a tutela del personale precario docente ed ATA da parte dell’Ufficio legale di Agorà.

Agorà – Scatti, scatti, scatti in quantità…. riconosciuti dai giudici del lavoro nell’ultima settimana… E’ stato ancora una volta premiato l’impegno profuso a tutela del personale precario docente ed ATA da parte dell’Ufficio legale di Agorà.

Agorà, come ormai tutti sanno, è da ben quattro anni impegnata in una vertenza riguardante la tutela legale del personale precario attraverso i giudici del lavoro di tutta Italia, a livello dei quali sono stati riconosciuti risarcimenti decisamente cospicui ( sino a 45 mila euro) rispetto alle nomine di competenza degli USP, conferite ripetutamente in successione a docenti ed ATA della scuola statale, in assenza di previsioni normative nazionali tendenti alla “stabilizzazione” del personale precario.

In un periodo di vessazioni in termini di tagli, di “code” di”pettini”…. di incertezze a tutto campo, di rinnovi di graduatorie, l’ottenimento – a seguito di sentenza – di un trattamento retributivo nel rispetto dell’anzianità maturata e del principio di non discriminazione fra personale di ruolo e non di ruolo, costituisce uno degli obiettivi indispensabili nella prospettiva dell’acquisizione dei diritti spettanti a personale da anni impegnato nella scuola, impedito ad assumere altri incarichi per il noto principio di incompatibilità che caratterizza il lavoro scolastico.

Il personale precario è infatti inquadrato nella posizione iniziale con 0 (zero) scatti di anzianità.
Il personale precario di Religione Cattolica, matura regolarmente gli scatti di anzianità ed al momento della immissione in ruolo trasfonde il maturato economico in applicazione dell’art. 53 della legge 312/ 1980, nella ricostruzione di carriera così come spettante.

L’art. 53 citato riconosceva a tutto il personale non di ruolo aumenti periodici di anzianità pari al 2,5 % per ogni biennio di servizio validamente prestato.

Non risulta differibile che tale trattamento non venga esteso al personale precario tutto in ossequio al principio di parità e comunque a tutti i principi di rango costituzionale.
Poiché qualsiasi beneficio economico va ad incidere positivamente anche sul trattamento pensionistico e sul TFR, tale esito positivo comporterà per tutti i ricorrenti appartenenti all’Agorà – alla stregua dei docenti di Religione – tutti i vantaggi connessi per il presente e per il futuro, costituendo altresì ulteriore elemento di deterrenza per l’Amministrazione rispetto alla mancata sistemazione del problema precariato.

Non a caso l’Agorà ha organizzato ricorsi specifici finalizzati rispettivamente:
all’impugnazione delle situazioni di reiterazione di contratti senza assunzione in ruolo
all’impugnazione della mancata attribuzione degli scatti di fascia ai precari

Dall’esperienza maturata attraverso la mole di sentenze ottenute, si è potuto infatti riscontrare che la scelta iniziale da parte dell’Agorà di tenere separati i due tipi di contenzioso porta ad una sollecitazione a tutto campo finalizzata alla soluzione del problema precariato.
La confluenza di più richieste in uno stesso ricorso, come attuato attraverso iniziative comunque lodevolissime di altri, ha prodotto – come conseguenza – acquisizioni economiche di modesta entità.

È ora di "dare a Cesare quello che è di Cesare…"

Per tutte le informazioni e le adesioni ai ricorsi:
Numero dedicato ai ricorsi
389 0940619
dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18

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