Alla scuola primaria si torna ai giudizi, da ottimo a insufficiente. Ianes: “Molti insegnanti vedono il voto anche come uno strumento di controllo”

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Dopo soli tre anni dall’introduzione dei giudizi descrittivi (in via di acquisizione, base, intermedio, avanzato), la pagella della scuola primaria cambia ancora: ritornano i voti numerici da “ottimo” a “insufficiente”.

L’emendamento, approvato dal governo e inserito nel disegno di legge sulla revisione del voto in condotta, mira a rispondere alle esigenze delle famiglie, spesso disorientate dalla complessità dei giudizi descrittivi e in cerca di un sistema di valutazione più chiaro e immediato.

Le pagelle della scuola primaria hanno subito numerose modifiche nel corso degli ultimi decenni, rispecchiando l’evoluzione delle teorie pedagogiche e le diverse impostazioni didattiche. Dai voti numerici degli anni ’20 e ’30, si è passati ai giudizi e alle lettere negli anni ’70, per poi ritornare al voto numerico con la riforma Gelmini del 2008. Infine, la riforma Azzolina del 2020 aveva introdotto i giudizi descrittivi, ora nuovamente sostituiti dai voti.

Le critiche dei pedagogisti

Non tutti concordano con questo nuovo cambio di rotta. A Vanity Fair, Dario Ianes, docente di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università di Bolzano, propone l’abolizione del voto in favore di una valutazione formativa. Sostituendo il giudizio con un sistema di feedback continuo, si aiuterebbe l’alunno a migliorare la propria prestazione, instaurando un rapporto di fiducia con l’insegnante, simile a quello tra un atleta e il suo allenatore: “Il giocatore in campo è interessato alla prestazione vera, non a ricevere un voto. E l’allenatore è con lui in campo. Prima della partita lo fa lavorare anche in maniera durissima. E, quando si vince, si vince in due. Ma è un processo lungo, che implica un cambio di mentalità: molti insegnanti vedono il voto anche come uno strumento di controllo. Inoltre, dare una valutazione è molto più impegnativo che assegnare un voto”

La polemica sulla pagella della scuola primaria evidenzia la necessità di un sistema di valutazione che sia efficace, trasparente e rispondente alle esigenze degli alunni e delle loro famiglie. Un modello che vada oltre il semplice giudizio numerico e sappia cogliere il potenziale di ogni bambino, accompagnandolo nel suo percorso di apprendimento. L’obiettivo ultimo dovrebbe essere quello di promuovere la crescita e l’apprendimento degli alunni, piuttosto che classificarli in base a voti o giudizi. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un impegno collettivo da parte di insegnanti, famiglie e istituzioni per ripensare il modello di valutazione in ottica formativa e costruttiva.

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