Alla Ministra Azzolina: i dubbi sulla didattica a distanza. Lettera

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Inviata da Prof.ssa Filippa Seminara – Gentilissima Ministra Azzolina, sono un’Insegnante di Lettere della scuola Secondaria di I Grado di Siracusa.

La difficile situazione attuale mi ha posto di fronte dubbi, problemi, ansie, difficoltà e tanta tristezza. Mi sono subito attivata per la didattica a distanza, abbiamo attivato tre canali: Telegram, Classroom e Zoom.

Trascorro le giornate a cercare i materiali e le modalità più adatte per trasmettere i contenuti, interessare i miei ragazzi, facilitare il loro lavoro. Ma questa non è una novità: ogni buon insegnante lavora così ogni giorno.

Ho messo da parte le mie resistenze sulle videoconferenze che non tutelano la mia privacy in nessun modo: qualsiasi alunno o genitore potrebbe registrarmi e la mia immagine potrebbe finire dovunque ed essere usata non immagino come. Ho superato i dubbi: avevo bisogno di guardare negli occhi i miei alunni e loro avevano bisogno di me. I dubbi però non mi fanno dormire: sto facendo bene? Come faccio con chi non mi sta seguendo? Come faccio con l’alunno Dsa o in situazione di handicap che non sa usare gli strumenti scelti? Come faccio con il mio alunno che ha il papà in Iran e la mamma preoccupata? Come faccio con chi aveva difficoltà a seguirmi prima, anche se aiutato passo passo, e ora si è completamente perso?

Sto disturbando le famiglie preoccupate? Sto stancando i miei alunni o li sto aiutando?
Le dico che non lo so.
Di sicuro non posso valutare con i soliti numeri i miracoli che stiamo facendo. La vita non è fatta solo di scuola o di compiti, ma della serenità che ci manca ogni giorno. I ragazzi possono imparare già molto dalla vita di questi giorni, in questo momento storico terribile.

Avrei gradito sapere prima cosa sarebbe successo, avrei gradito evitare ai miei alunni il trauma della chiusura annunciata la sera prima. Non si sapeva già che la situazione stava degenerando? Avremmo avuto bisogno di formarci e di formare i ragazzi per essere pronti per la novità.

Mi sento molto amareggiata. Stamattina delusione e rabbia: la connessione salta, Zoom non funziona, la rete sovraccarica non regge e i ragazzi restano male. Siamo tutti connessi ma gli strumenti non sono quelli giusti forse.

Poi però leggo il tema del mio alunno, scrive che grazie alle videoconferenze stiamo in compagnia come se fossimo in un’unica casa e mi ripeto ogni momento che lavoro solo per loro, non certo per il denaro o per la gloria.

Aspetto una sua risposta, se dovesse avere il tempo.
Cordiali saluti.

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