Algoritmo supplenze, i docenti non sono numeri da sorteggiare. Lettera

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inviata dalla Prof.ssa Valeria Abbruzzese – Essendo una docente precaria, ordine scolastico secondaria di secondo grado, vi contatto in merito alla problematica riscontrata in questi due anni dal sistema di reclutamento dell’ algoritmo. Come ben si sa, l’algoritmo ha creato non pochi danni giocando con la vita di noi insegnanti lasciandoci senza lavoro e senza poter accumulare altro punteggio dopo anni di precariato.

A nome di tutti quei docenti che come me son stati lasciati ai loro destini, senza poter esercitare il proprio lavoro, vi chiedo come mai il Miur non si decide ad annullare questa procedura ingiusta e scorretta che fa acqua da tutte le parti ? Perché non tornare alle convocazioni in presenza come si faceva prima che arrivasse l’ emergenza covid ?

Il Miur sa benissimo che l’algoritmo ha favorito chi aveva un punteggio minimo a discapito di chi invece ne aveva accumulato uno maggiore negli anni precedenti, continuando a considerare i docenti come fossero dei numeri da sorteggiare e non tenendo conto alcuno degli anni di servizio prestati e dei tanti sacrifici fatti.

Noi docenti abbiamo il diritto di poter manifestare il nostro dissenso dinanzi ad uno scempio simile che si chiama “algoritmo” perché noi non siamo dei numeri, dei codici, ma persone fatte di anima e cuore altrimenti non avremmo scelto questa professione. Abbiamo una dignità e chi ha creato tutto questo, spero si passi una mano sulla coscienza perché da che eravamo precari storici, adesso con questa grave ingiustizia, ci viene negato il diritto al lavoro perdendo non solo il punteggio ma anche il sostentamento economico.

Tuttavia ci auguriamo che il Miur prenda provvedimenti necessari affinché venga annullata per sempre questa procedura scorretta per il prossimo anno scolastico già a partire da settembre 2023.

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