Alessandro D’Avenia “la scuola schiacciata dalla burocrazia, ridotta a industria di risultati”

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“Se la scuola ha bisogno di una svolta”, titola così Alessando D’avenia, scrittore e insegnante, la sua riflessione di inizio anno scolastico.

La svolta auspicata sarebbe quella di riportare al centro dell’attenzione nella scuola la relazione educativa.

“La relazione è come l’aria: più è buona più vivi, ma ti accorgi che esiste solo quando diventa irrespirabile. Senza relazioni educative di qualità la scuola perde la sua essenza e si trasforma in un ambiente fatto di muri, ruoli, voti. ”

A cosa serve la relazione educativa? “Alla conoscenza di se stessi, al consolidamento della propria identità e alla fioritura dei talenti”.

La scuola invece non dedica a questo argomento una seria riflessione: “il ragazzo – scrive D’Avenia – non ha una storia ma produce risultati. Lo dimostra l’indotto di ripetizioni private che portano a guadagnare, in nero, in un mese il doppio del proprio stipendio, gravando sulle finanze delle famiglie che possono permetterselo. Le lezioni private mostrano che la didattica a scuola non funziona, perché dipende dalla qualità della relazione educativa: non è questione di iPad o di lavagne elettroniche (strumenti che semplificano il lavoro, ma non sostituiscono la relazione, altrimenti metteremmo le lezioni online e ci vedremmo solo per le interrogazioni e i compiti).  ”

“La relazione educativa è affidati a dirigenti e docenti che, dotati di professionalità completa, curano i tre ambiti della relazione educativa (amare e conoscere ciò che insegno, come lo insegno, a chi lo insegno). Potrebbero costituire la normalità della scuola, e invece – conclude D’Avenia – troppo spesso in Italia sono un’eccezione. E magari qualcuno li deride pure come dei donchisciotte e non sa che sta ridendo del futuro del Paese. ”

Se la scuola ha bisogno di una svolta

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