Alcuni punti fermi per realizzare didattica a distanza. I consigli di una Dirigente Scolastica

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Anna Maria Lo Piccolo  – È mio intendimento non voler saturare  ancor più l’accessa e attuale discussione (d’altra parte necessaria) sulla didattica a distanza. 

Tuttavia mi sovviene il desiderio di esprimere qualche riflessione a tal riguardo  speranzosa affinché  emerga, pur in un momento esistenziale alquanto critico, una ridefinizione di “scuola ” intesa come
<school readiness > vista nella sua continuità storica e nella sua “carica “
innovativa seppur con modalità d’insegnamento “essenziali “poste in un’
ottica “comunitaria”.
Una procedura operativa auspicabile credo possa avere iniziazione e continuazione in una formalizzazione didattica che non prescinda da alcune prioritarie considerazioni riguardanti
a) la tipologia dei” mezzi” (strumentazioni tecnologico/digitali  dei quali  le scuole dispongono;
b) gli approcci metodologici attuabili con i suddetti “media “.
Sembra imprescindibile, nella fattispecie, programmare:
  •  lezioni frontali
  • letture di testi  del docente e del discente cui far seguire discussioni sui contenuti trattati distinguendo i macro-significati dai microsignificati riferibili al testo “in toto” e/o nelle sue parti
  • la suddivisione dei compiti/esperienze attraverso la compartecipazione degli alunni la cui praticabilità va pensata in alcuni tempi della visionabilita’ della ” lectio ” attraverso una comunicazione “circolare “
  • l’attenzione ai tempi di durata dell’attivita’ didattica giornaliera e settimanale e alla flessibilità organizzativa,
  • l’accordo previsionale della durata massima delle ore d’insegnamento/apprendimento mensile
  • la previsionalita’ di attività seminariali
  • il coo-equilibrio tra i tempi d’insegna mento dell’insegnante e quelli di  impegno educativo delle famiglie coo-relati a quelli della scuola.
Stante ciò, tutte le metodologie didattiche saranno imprescindibilmente
connesse, al di là dei vari ordini e gradi di scuola, con le modalità dei processi formativi configurabili da una pedagogia degli adulti affinché l’intero “arco dell”educabilita” dell’uomo possa dare concreta attuazione all'”educazione  permanente “.
I contributi , quindi, possono e potranno essere diversi e  variegati, ma,a tal proposito penso che:
“I disapprove of what you say but I defend to the death your right to say
it “.

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