Alcuni docenti “faticano” meno, completando le 18 ore con progetti o supplenze. Altri si sentono dei “tappabuchi”. Cosa ne pensi?

di redazione
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“Accade – scrive la Prof.ssa Anna Angelucci nella puntata odierna di La poesia e lo spirito – che in moltissime scuole ci siano, a parità di stipendio, docenti con cattedre a 18 ore e docenti con cattedre con orari inferiori e con un minor numero di classi dei loro colleghi della stessa disciplina”.

E’ una delle conseguenze dell’organico dell’autonomia, che considera alla pari i posti in organico di diritto, di sostegno e di potenziamento, e assegna al Dirigente Scolastico la prerogativa della loro assegnazione.

“Oggi, con la ‘ buona scuola ‘, abbiamo docenti che insegnano – e che faticano – meno di altri – prosegue la Prof.ssa – magari completando le loro 18 ore con progetti, sportelli facoltativi o supplenze estemporanee, percependo tuttavia lo stesso, identico stipendio di chi le 18 ore se le fa tutte in cattedra. Possiamo ben dire che la 107 ha sdoganato i più furbi ? Quelli che ‘ si sacrificano ‘ per un collega che insegna la loro stessa materia, che l’Usr ha inviato in una scuola che non ne aveva bisogno, cedendogli parte delle loro ore di lavoro in classe.”

E’ veramente così? Progetti, sportelli e supplenze (alcuni di questi vengono svolti in orario pomeridiano) alleviano veramente la fatica dell’insegnare e quindi diventano appannaggio dei “furbi”?

Ma c’è anche un altro aspetto. Quello del demansionamento, dei tappabuchi che sostano in sala insegnanti.

“Non solo. Può capitare – commenta la Prof. Angelucci – e succede in molte scuole, che un docente non particolarmente gradito al dirigente per le ragioni più disparate venga estromesso in tutto o in parte dall’insegnamento , pur essendo stato regolarmente assunto nella scuola a tempo indeterminato, magari avendo vinto un regolare concorso. Ci si ritrova così, a volte, improvvisamente demansionati, incaricati di seguire burocraticamente progetti che non si conoscono, oppure parcheggiati in sala professori, a svolgere la funzione di tappabuchi nelle classi di colleghi assenti”

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Da La poesia e lo spirito ” Vivalascuola. Malascuola”

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