Alcune proposte per la scuola al tempo del virus. Lettera

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Inviata da Pier Luigi Errani – Abbiamo tempo, proviamo un altro gioco. Cosa fare per la scuola. (parlo qui solo della secondaria superiore). Ecco 12 proposte, così per provare.

Servono alcuni postulati.

P1: la scuola riapre dopo Pasqua

P2: gli esami si fanno

P3: l’anno scolastico termina comunque a inizio giugno

Adesso si presentano alcuni problemi, vediamo le possibili soluzioni

A: giornate valide per l’anno. Devono essere 200.

A1. (già nell’aria): l’anno scolastico è comunque valido, le giornate passate a casa vengono conteggiate ugualmente (con una formula qualunque)

B: recuperare giornate e lavoro

B1: non si fanno giornate extra in luglio e fino al 15 agosto. Non si fanno in nessun paese europeo, le scuole non sono attrezzate per il caldo, la vacanza è vacanza

B2: il prossimo anno scolastico inizia il 1° settembre. Così tutte le classi, eccetto le quinte attuali, possono contare su qualche giornate extra di recupero lavoro. Gli insegnanti tanto sono comunque al lavoro…

B3: le prove Invalsi non si fanno per quest’anno. Strumento utile ma non indispensabile, porterebbe via 3 giornate alle quinte

B4: sono abolite tutte le attività che non siano lezioni o verifiche. Concorsi, manifestazioni, teatri etc. si fanno il prossimo anno

C: garantire un esame equo.

C1: per le seconde prove viene previsto un Syllabus con analitica descrizione di quello che ci può essere nel compito escludendo ogni altra variante (come si fa ad es. in Inghilterra). Per fare un esempio provocatorio: indicare le 100 pagine di testo da cui trarre obbligatoriamente la traduzione di greco. Non
è difficile e garantirebbe un esame equo (per non parlare dei poveretti dello scientifico con matematica- fisica…)

C2: rigorose indicazioni ai commissari esterni di rispettare il programma presentato dai candidati

D: verifiche e voti

D1: i debiti del 1° periodo sono ipso facto annullati. Non è tempo questo di verificare qualcosa che non si sapeva 5 mesi fa, meglio concentrarci sull’attuale

D2: rendere obbligatorie prove per quanto non perfette di verifica che riducano i tempi di somministrazione. Al 16 aprile mancano meno di 40 giorni netti alla fine della scuola, se ti metti ad interrogare in maniera tradizionale va via tutto il tempo. E fanne poche!

D3: essere tassativi sul numero di verifiche settimanali. Inutile caricare troppo se vogliamo che siano pronti

D4: alleggerire carico extra docenti. Hanno bisogno di dedicare tutto il tempo a gestire questo, se anche non si riuniscono i dipartimenti, è lo stesso. Per la scelta libri bastano le mail…

D5: predisporre un piano per chi arranca. Se ci mettiamo a correre, a far verifiche, ci sarà sempre qualcuno che avrebbe avuto bisogno di più tempo e di più calma OK, era giusto per parlarne. Sono sicuro che ognuno di voi ha idee migliori, però bisogna pensarci.

Sperando che il postulato P1 sia vero, vorrà dire che le cose vanno meglio…

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