Alcol e diffusione tra i giovani, preoccupano i dati

di
ipsef

red – Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, commentando i dati sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol, ha così commentato: ”Preoccupano i dati della diffusione soprattutto a livello giovanile, che richiedono attenzione e impegno maggiore circa l’educazione al bere sano e moderato da parte di tutti. Per questo motivo ho intenzione, insieme al Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e al Ministro Andrea Riccardi, che ha la delega per le politiche giovanile, di approfondire il ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol”.

red – Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, commentando i dati sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol, ha così commentato: ”Preoccupano i dati della diffusione soprattutto a livello giovanile, che richiedono attenzione e impegno maggiore circa l’educazione al bere sano e moderato da parte di tutti. Per questo motivo ho intenzione, insieme al Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e al Ministro Andrea Riccardi, che ha la delega per le politiche giovanile, di approfondire il ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol”.

Le politiche di contrasto nazionali e regionali – ha proseguito il Ministro – stanno ottenendo qualche riscontro: è necessario continuare a consolidare i dati positivi e contenere i problemi più rilevanti, rafforzando in particolare gli interventi di prevenzione e un attento monitoraggio che guidi verso l’adozione delle politiche più adeguate”.

Dobbiamo aiutare i giovani – ha concluso – a fronteggiare le pressioni sociali al bere in contesti significativi come la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport, e realizzare interventi di intercettazione precoce del consumo giovanile a rischio, accompagnandoli con appropriati interventi di sostegno e motivazione al cambiamento, secondo la strategia gia’ sperimentata a livello internazionale ed europeo e sara’ recepita nel nuovo Piano Sanitario Nazionale”.

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