Albi regionali senza “valutazione numerica”: in Lombardia si progetta la scuola del futuro

di Lalla
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redAl convegno organizzato da CONFAO il 18 e 19 Ottobre sul tema: “La scuola italiana 150 anni dopo. Come riorganizzarsi?”, l’Assessore all’Istruzione della Regione Lombardia Gianni Rossoni ha colto l’occasione per riparlare di albi regionali, quelli per i "rigorosamente residenti" in Lombardia. Eppure già la Lega aveva fatto un passo indietro, parlando di "domicilio professionale", e non residenza.

redAl convegno organizzato da CONFAO il 18 e 19 Ottobre sul tema: “La scuola italiana 150 anni dopo. Come riorganizzarsi?”, l’Assessore all’Istruzione della Regione Lombardia Gianni Rossoni ha colto l’occasione per riparlare di albi regionali, quelli per i "rigorosamente residenti" in Lombardia. Eppure già la Lega aveva fatto un passo indietro, parlando di "domicilio professionale", e non residenza.

Secondo l’Assessore il cambiamento della scuola passa per il federalismo, da tradurre in albi regionali, ai quali si accederebbe previa frequenza di un "anno di tirocinio". L’innovazione della proposta è nella compilazione degli albi, che dovranno contenere i nominativi dei docenti senza voto di abilitazione e valutazione dei titoli, ma tutti saranno posti sullo stesso piano, in quanto la scelta dei dirigenti scolastici non dipenderà dalla "valutazione numerica"

La proposta viene a scontrarsi con quella della Lega, che aveva mostrato di aver superato l’empasse della residenza, condizione prima ritenuta necessaria e sufficiente per la costituzione degli albi regionali degli insegnanti, con l’innovativo "domicilio professionale", che risponde alle normative europee.

Sembrerebbe dunque che in Lombardia l’idea degli albi regionali non sia più messa in discussione dagli esponenti di Popolo delle Libertà e Lega Nord, ma il dibattito si concentra sulle modalità di attuazione, che in questa occasione vede il PdL in posizione più estremista rispetto alla Lega.

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