Albi regionali, assunzioni e supplenze: quali scenari

di
ipsef

dp – Molti punti del nuovo sistema di reclutamento, che a quanto pare sarà legge entro il 2011, sono ormai chiari a quanti hanno seguito in questi anni l’evolversi del dibattito. Ancora, purtroppo, molti aspetti rimangono oscuri, in particolare la fine dei precari attualmente iscritti in graduatoria e il nuovo sistema di supplenze. Proviamo a delineare qualche ipotesi.

dp – Molti punti del nuovo sistema di reclutamento, che a quanto pare sarà legge entro il 2011, sono ormai chiari a quanti hanno seguito in questi anni l’evolversi del dibattito. Ancora, purtroppo, molti aspetti rimangono oscuri, in particolare la fine dei precari attualmente iscritti in graduatoria e il nuovo sistema di supplenze. Proviamo a delineare qualche ipotesi.

Quale sarà il futuro del reclutamento?

Sembra ormai certo che gli albi regionali avranno un ruolo decisivo. L’albo sarà un elenco al quale i docenti potranno iscriversi e dai quali si "attingerà" o "pescherà" (per utilizzare un termine caro a Formigoni) per l’assunzione da parte dei presidi.

E qui il dibattito si surriscalda. Quale sarà il ruolo dei presidi? I peggiori auspici ci suggeriscono un sistema simile a quello attualmente in vigore per le scuole non statali. Dire che tale sistema faccia esporre il fianco a meccanismi clientelari (non che nelle scuole non statali ci siano ;)) sembra superfluo.

Di contro, i migliori auspici ci suggeriscono due possibilità più percorribili:

1) concorsi banditi dalle singole scuole sul reale fabbisogno, ai quali si potrà accedere se iscritti all’albo della regione nella quale è sita la scuola

2) concorsi banditi da reti di scuole sul reale fabbisogno, ai quali si potrà accedere se iscritti all’albo della regione nella quale sono site le scuole

Tra le due possibilità, la meno dannosa è sicuramente la seconda.

Ma che fine faranno i precari? Qui le ipotesi si fanno spinose. Ricordiamo che sia il Ministro che il Presidente della VII commissione cultura alla Camera si sono espresse tranquillizzando i precari storici, iscritti in graduatoria, affermando l’inalienabilità dei "diritti acquisiti". Immaginiamo che per diritto acquisito si sia inteso l’approdo ad un contratto a termine indeterminato. Quindi si può ipotizzare la contemporanea esistenza di due canali di assunzione: quello attraverso gli albi e quello attraverso le "vecchie" graduatorie permanenti. Oppure l’ingresso in massa da parte dei precari storici negli albi regionali dai quali si "pescheranno" i futuri docenti.

E le supplenze? Se da un lato l’ingresso a regime del nuovo sistema eliminerà la necessità di supplenze su cattedre vacanti grazie ai frequenti concorsi banditi da singole scuole o reti di scuole in base al fabbisogno reale, dall’altro diventa difficile ipotizzare la gestione delle "supplenze brevi". In questo caso potrebbero entrare in ballo i tirocini di quanti stanno affrontando il percorso di formazione per diventare insegnanti, a discapito di quanti da anni hanno fatto della supplenza il proprio pane quotidiano, oppure ipotizzare il mantenimento di graduatorie simili alle attuali dalle quali si attingono i supplenti (le cosiddette graduatorie d’istituto). O, infine e nei peggiori incubi dei docenti, la chiamata da parte dei presidi per segnalazione.

Comunque vada, questi saranno mesi decisivi per il futuro di centinaia di migliaia di precari e segneranno la strada per una nuova generazione di docenti.

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