Al via il X Congresso Confederale Cisal, primo tema la precarietà. Anief: basta palliativi, è l’ora delle stabilizzazioni dei supplenti storici e dello stop ai vincoli ai trasferimenti

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Si è aperto oggi a Roma il X Congresso Confederale Cisal, focalizzato su “Dignità umana e del lavoro”: fino a mercoledì, al Marriot Park Hotel, saranno 600 i delegati a partecipare al Congresso nazionale del primo e più rappresentativo sindacato autonomo italiano, tra i soci fondatori della Cesi, la Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti con sede a Bruxelles, e facente parte del Cnel, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Hanno assicurato la loro presenza anche cinque ministri del Governo Meloni: il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini (ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Marina Calderone (Lavoro e Politiche sociali), Raffaelle Fitto (Affari europei, Sud, Politiche di Coesione e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Gennaro Sangiuliano (Cultura). Parteciperanno poi il sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Claudio Durigon, e numerosi esponenti politici di maggioranza e opposizione e tecnici. Nella giornata conclusiva del 19 aprile sarà presente il leader del M5S Giuseppe Conte.

I temi principali che si affronteranno nella tre giorni di lavoro saranno quelli su precarietà, sicurezza, giovani, fisco e pensioni. Si parlerà anche dei problemi che attanagliano il mondo dell’Istruzione, ad iniziare dal tasso di precarietà di gran lunga più alto di tutta la pubblica amministrazione: “Le procedure di reclutamento attuali e quelle che vuole attuare il Governo attuando la Legge 79/22 approvata durante la passata legislatura – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente al Congresso – rappresentano l’ennesimo palliativo che non porterà alcun risultato: per abbattere le oltre 240 mila assunzioni a tempo determinato che ogni anno vengono stipulate nella scuola occorre senza dubbio tornare al doppio canale e alle immissioni in ruolo direttamente dalle graduatorie Gps, anche da disciplina comune, non solo su sostegno prima fascia”.

Il presidente Anief invierà anche un messaggio al ministero dell’Istruzione e del Merito, che da alcune settimane ha avviato un’interlocuzione con la Commissione Ue per sentire il parere di Bruxelles sulle modalità di stabilizzazione dei precari storici e sui blocchi ai trasferimenti una volta immessi in ruolo: “se vuoi assumere 70 mila insegnanti – ricorda il presidente del giovane sindacato – devi farlo adottando gli automatismi di assunzione previsti dall’Unione europea di cui fai parte. E se li mandi in scuole lontano da casa, devi per forza rimuovere i vincoli, non rimetterli o inasprirli. La strada per evitare i trasferimenti continui è quella di prevedere un’indennità di trasferta”.

Il sindacalista ricorda anche quanto sia importante “assumere in ruolo tutti i candidati risultati idonei nei concorsi ordinari e straordinari, stabilizzare su sostegno organizzando corsi specifici per coloro che sono privi di specializzazione, e di abilitazione su materia. Recuperiamo inoltre chi era stato immesso in ruolo con riserva salvo ritrovarsi licenziato senza preavviso e permettiamo di lavorare a chi ha conseguito un titolo all’estero secondo quanto prevedono le norme comunitarie. Sono progetti che abbiamo già presentato ai tavoli di confronto con il governo e che spiegheremo nei dettagli durante il Congresso Confederale Cisal”.

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