Al Ministro Bianchi: equità per gli specializzati sul sostegno. Lettera

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Inviata da Lucia D’Amore – Egregio Signor Ministro, a quanto si legge nel Decreto Sostegni bis, la procedura urgente per il ruolo riguarderà solo coloro i
quali, oltre alla specializzazione, sono in possesso dei 36 mesi di servizio richiesti. Evidentemente, Illustre Ministro, a Lei sono sfuggiti alcuni dettagli relativi al corso di specializzazione di attività di sostegno, il TFA.

Per la scuola secondaria di secondo grado, all’Università di Bari, eravamo in 2700 a partecipare alle prove pre-selettive. I posti disponibili cento, e per rientrare in questo numero abbiamo dovuto superare anche una prova scritta ed una orale.
Il corso?

Otto mesi di lezioni anche nei giorni festivi, diciannove tra esami e laboratori, tirocini diretti ed indiretti, scrittura della tesi e discussione finale.
Molti in possesso della laurea magistrale in scienze pedagogiche o psicologia, tutti con i 24 cfu in ambito psico/socio/filosofico/pedagogico.
Chi di noi non ha i 36 mesi di servizio richiesto, è in possesso di questi titoli. Non ritiene che siamo sufficientemente competenti?

Con il Suo decreto, passeranno in ruolo i precari storici che, magari nell’ultimo ciclo di TFA, il V, sono stati esonerati (giustamente) dalla prova pre-selettiva , e che si potranno inserire nelle liste aggiuntive alla prima fascia delle GPS già da luglio.

Ma se a loro è stato riconosciuto il valore dell’esperienza, perché noi siamo stati ignorati?
Noi che abbiamo fatto tutto per bene, come ci è stato chiesto di fare?
Vogliamo poi parlare degli specializzati all’estero?
Vorrei precisare un punto: nessuno è meglio dell’altro, ognuno ha i propri diritti e il ruolo per tutti gli specializzati, a prescindere dall’anzianità di servizio, non è una pretesa campata in aria.
Le chiediamo equità.

Le cattedre ci sono, e a quelle già disponibili in organico di diritto, si potrebbero aggiungere i posti in deroga. Sarebbe ora di farlo.
In ultima analisi si potrebbe attivare la call veloce, che Lei ha inspiegabilmente escluso.
I destinatari dello scorso anno, non sono i nuovi potenziali interessati a questo tipo di procedura.

In definitiva signor Ministro, dia ascolto alle voci di noi professionisti già ampiamente selezionati e regali alla scuola una grossa opportunità.
Anzi, più che alla scuola come istituzione, pensi agli alunni più fragili e garantisca loro, competenza e continuità didattica.

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