Al Meeting di Rimini gara di buoni propositi tra i leader dei partiti, Anief: è scaduto il tempo delle promesse non mantenute e degli assegni in bianco

WhatsApp
Telegram

Dal Meeting di Rimini giungono promesse mirabolanti sulla scuola dei prossimi cinque anni: Enrico Letta, segretario Pd, chiede di “rendere obbligatoria la scuola d’infanzia, allungare l’obbligo scolastico fino alla maturità” e portare gli “stipendi degli insegnanti” sui livelli dei loro colleghi europei” nell’arco di “5 anni”; anche la leader di FdI, Giorgia Meloni, ha dichiarato di volere “adeguare gli stipendi degli insegnanti alla media europei”, oltre che di volere introdurre “una formazione migliore” perchè “il mito progressista dell’uguaglianza ha finito per favorire chi aveva di più” e quindi “serve sistema serissimo di borse di studio“, assieme alla reintroduzione dei “voti nella scuola primaria”, alla valorizzazione “dell’esame di maturità e più sport per tutti”.

A non sottrarsi ai buoni propositi per riformare la scuola sono stati anche Matteo Salvini, leader della Lega, per il quale occorre “estendere alle medie e alle superiori” la previsione “che i libri di testo siano gratuiti o detraibili”, Maurizio Lupi di Noi Moderati, che ha rimarcato come la scuola paritaria offra “un servizio pubblico”, Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, secondo cui “serve un bonus per le troppe scuole non statali che stanno chiudendo perché strangolate da una politica a loro contraria” ed Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, per il quale nel sistema scolastico e sanitario italiano è fondamentale il rispetto del principio della sussidiarietà.

Anief prende atto che la scuola è diventato uno dei temi al centro dell’attuala campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre. “Vorremmo solo – dice il suo presidente Marcello Pacifico – che i politici che in questa fase si stanno impegnando in prima persona per proporre delle soluzioni utili al risollevare le sorti della nostra scuola e dei suoi lavoratori, mantengano la stessa linea quando andranno al Governo. Diciamo espressamente basta agli assegni in bianco: noi, come sindacato, ma anche tutti gli italiani che tengono alla scuola e alla cultura dei cittadini diciamo basta alla politica delle promesse non mantenute”.

“Negli ultimi decenni – continua Pacifico – abbiamo assistito a troppi voltafaccia, con le esigenze della scuola sistematicamente messe all’angolo perché subalterne a quelle dell’economia pubblica da rispettare oppure, nel caso fondi Ue, dei pareggi di bilancio di portare in porto. Stiamo registrando, uno per uno, i programmi che ogni partito sta proponendo. Come lo faremo dal 5 al 23 settembre, quando ogni giorno Anief avvierà un dibattito live sul “Manifesto Anief #perunascuolagiusta” con i responsabili scuola delle principali forze politiche”.

Anief – che conferma la manifestazione a Roma sulla scuola per il prossimo martedì 30 agosto – ricorda che sono 13 i temi su cui si vuole puntare per risolvere i problemi della scuola: precariato, organici, risorse, indennità, mobilità, pensioni, natalità, professionalità, formazione, luoghi di lavoro, contrattazione, tempo scuola, inclusione.

TEMI DEL MANIFESTO ANIEF #perunascuolagiusta

Per quanto riguarda il Precariato viene richiesto il doppio canale di reclutamento per assumere giovani, idonei dei concorsi e precari. Per gli Organici viene richiesta una revisione del dimensionamento e adeguamento organico di fatto a organico di diritto per garantire la continuità didattica con conferma Organico Covid e ripristino dei 200mila posti tagliati, docenti e ATA, con assegnazione di un assistente tecnico per istituto comprensivo e dei posti di coordinamento AS e C e di quelli accantonati. Per le Risorse: aumento di un punto del PIL, ripristino dei 10 miliardi tagliati e stanziamento risorse aggiuntive per allineare stipendi ad inflazione.

Per le Indennità è richiesta la previsione di specifiche indennità di incarico per i supplenti, di sede per i lavoratori lontani dal proprio domicilio o residenza e di rischio professionale. Per quanto concerne la Mobilità si richiede l’abolizione dei vincoli e delle quote per i passaggi di ruolo e i trasferimenti. Per quanto riguarda le Pensioni è stato inserito nel Manifesto il ripristino quota 96 con riscatto gratuito anni di formazione universitaria e riconoscimento burnout.

A proposito della Natalità c’è la previsione di una 14a per ogni figlio a carico fino alla maggiore età con un anno di contributi pagato per la pensione per ogni figlio. Per la Professionalità c’è la revisione degli ordinamenti professionali con stanziamento adeguato delle risorse da definire nel contratto. Per quanto concerne la Formazione si chiede che venga espletata durante l’orario di servizio e retribuita senza sistemi premiali dispendiosi e discriminanti con estensione carta docente a precari Ata ed educatori.

Per i Luoghi di lavoro si chiede il ripristino di 4mila sedi dismesse e delle 4 sedi di presidenza e istituzione di 80 mila nuove classi con un piano di messa in sicurezza degli edifici e ventilazione delle classi. Per la Contrattazione è richiesta la revisione di ogni intervento legislativo in contrasto o in deroga alle norme contrattuali e semplificazione. Per il Tempo scuola è richiesta la revisione dell’obbligo scolastico da ultimo anno infanzia a ultimo anno della secondaria con dimezzamento tasse universitarie per i meno abbienti per lottare contro la dispersione e a favore dell’orientamento, ripristino 4 ore settimanali in ogni ordine e grado. Per quanto riguarda l’Inclusione è richiesta la revisione della riforma sul sostegno, dai posti in deroga alle certificazioni, dal nuovo Pei all’assegnazione delle ore con attenzione agli studenti alloglotti e con bes.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur