Al futuro titolare del Miur: eviti promesse innovative che non lasceranno traccia alcuna. Lettera

di redazione
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inviato da Adolfo Valguarnera- Tizio, oggi vicino agli ottanta anni, ha vissuto la scuola prima come scolaro, poi come studente-lavoratore, quindi come genitore,  insegnante, giornalista, dirigente di una associazione professionale di professori, preside, ispettore scolastico, infine come pensionato, nonno di alunni frequentanti scuole di ogni ordine e grado.

Al continuo avvicendarsi di governi e di ministri dell’Istruzione ha auspicato che questi ultimi non si precipitassero a rilasciare promesse innovative ancor prima di acquisire consapevolezza della reale fattibilità di  quanto indicato dai “suggeritori ” di turno e dei rischi di imboccare strade fuorvianti.

Purtroppo questo auspicio non si è quasi mai avverato: i responsabili del dicastero di viale Trastevere hanno rilasciato  promesse enfatiche ed avveniristiche, che poi raramente hanno lasciato una traccia duratura e significativa.

Quello che Tizio trova intollerabile è la mancanza di cautela nelle premature dichiarazioni che spesso portano ad evidenti disillusioni e conseguente discredito alle istituzioni e a chi le rappresenta. Tizio continua a sperare che chi assumerà prossimamente quegli incarichi non incorra nell’ennesimo ” déjà-vu “.

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