Ajello, Presidente Invalsi: risultati classi V secondaria dopo la Maturità, possibile certificare conoscenza inglese [INTERVISTA]

Alla presentazione dei risultati delle prove 2019 OCSE PISA ai nostri microfoni la Presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello ha aggiunto importanti tasselli sulle prove che svolgeranno gli studenti delle classi V della scuola secondaria di II grado. 

Partecipazione prova Invalsi requisito di ammissione all’Esame di Stato

La partecipazione alla Prova Invalsi è, per gli studenti delle classi V della scuola secondaria di II grado, requisito di ammissione agli Esami di Stato 2020.

Il Miur lo ha reso noto con la nota del 25 novembre 2019.

Come più volte sottolineato ad essere obbligatoria è la partecipazione, mentre il risultato non influirà sull’ammissione.

Le prove si svolgeranno a marzo 2020. Calendario 

Tra l’altro i risultati – sottolinea la Ajello – saranno restituiti alle scuole dopo la Maturità, per cui non c’è timore per l’ammissione.

Il curriculum dello studente

E’ importante dire invece che i risultati confluiranno nel cosiddetto Curriculum dello studente (lo scorso anno non fu adottato) in cui si certificheranno le competenze di Italiano, Matematica e Inglese.

Gli studenti – ci dice la Ajello – potranno quindi avere questa certificazione per la lingua anche senza dover pagare“.

Il curriculum, allegato al diploma, riporterà infatti:

  • le discipline studiate con l’indicazione del monte ore complessivo di ciascuna di esse;
  • i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove Invalsi, distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione (italiano, matematica e inglese);
  • la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese.
  • le competenze, le conoscenze e le abilità anche professionali acquisite;
  • le attività culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra scolastico;
  • le attività di alternanza scuola-lavoro;
  • altre eventuali certificazioni conseguite, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1, comma 28, della legge n. 107/2015 (il comma si riferisce alla possibilità, per le scuole, di attivare insegnamenti opzionali nel secondo biennio e nel terzo anno sfruttando la quota di autonomia e gli spazi di flessibilità), anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro.

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