Maturità, Ajello: prove Invalsi non avranno punteggio e i risultati saranno noti dopo l’esame

di redazione

item-thumbnail

Anna Maria Ajello, presidente dell’Invalsi, in un’intervista a Il Messaggero, spiega le paure che gli studenti nutrono verso gli esami.

Esiste una paura atavica dell’esame, un’idea dell’esame che provoca inevitabilmente ansia. Ma in Italia su questo aspetto dovremmo davvero cambiare prospettiva: l’esame viene vissuto come una forma di controllo punitivo quando invece, nel caso specifico dei test Invalsi, si tratta della promozione dell’autonomia” spiega Ajello.

“Se capiamo dove sbagliamo, possiamo correggerci. Migliorare una prestazione andata male ci fa capire che un giudizio non è mai definitivo. E che possiamo migliorarci. Senza contare poi la carica positiva che può dare un esame – continua la presidente Invalsi -. L’ansia per un esame è normale e non va temuta. Anche perché sfuggire da un esame non serve: evitare l’Invalsi non garantirà comunque una vita tranquilla. Un esame andato bene ci gratifica enormemente e ci dà quella dose di autostima necessaria per affrontare sempre nuove sfide“.

Secondo Ajello la valutazione Invalsi non scoraggia gli studenti “perché non c’è un punteggio e poi perché i risultati vengono restituiti dopo gli esami di maturità quindi non c’è alcuna forma di influenza sull’andamento scolastico e degli esami“.

Ricordiamo infatti che lo svolgimento della prova Invalsi rimane uno dei requisiti per l’ammissione agli Esami di Stato degli studenti delle classi V della scuola secondaria di II grado, ma i risultati saranno utilizzati solo a livello di scuola, non andranno a confluire nel curriculum dello studente.

Un emendamento di LeU proroga al 1° settembre 2020 l’utilizzo del curriculum allegato al diploma e ne toglie i risultati delle prove Invalsi.

Versione stampabile
Argomenti:

soloformazione