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Aiutare gli studenti vittime di bullismo, insegnare le abilità sociali e programmare attività educative: un esempio di lezione interattiva

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I bambini, ma anche i ragazzi, vittime di bullismo spesso trovano difficile difendersi da soli, sia che l’episodio accada a scuola che se accada all’esterno di quello che dovrebbe essere un ambiente protetto e che, invece, per molti non lo è più già da tempo. Non dimentichiamoci, infatti, che una serie consistente di accadimenti avvengono proprio a scuola. Bisogna lavorare, con impegno diuturno e costante, per incoraggiare i nostri studenti vittime di bullismo (quando ci si rende conto che ve ne sono e, comunque, sempre come consiglio spassionato) a essere assertivi. L’assertività è quella peculiare capacità comunicativa che consente alle persone di far valere i propri punti di vista, bisogni ed esigenze nel pieno rispetto delle esigenze e dei diritti altrui.

L’assertività si colloca, in questo processo virtuoso, lungo un percorso, unitario e continuo, in cui collochiamo ad un estremo le comunicazioni e gli eventuali comportamenti aggressivi (nei quali si nota e bisogna metterlo in evidenza nei nostri interventi educativi che non esiste il concetto di rispetto dei diritti e dei bisogni dell’altro) e dall’altra parte collochiamo le comunicazioni e gli eventuali comportamenti inattivi o come solitamente li definiamo passivi. Comportamenti relazionali o status emotivi nei quali non riusciamo, neppure con tutta la forza che abbiamo o che hanno, nel caso dei nostri alunni, a far valere i bisogni e i diritti. Questi due opposti, da un lato l’aggressività e dall’altro l’inoperosità o la passività, conducono ambedue alla realizzazione di relazioni deludenti e annullanti la propria personalità, la fiducia in se stessi e nelle proprie qualità. L’assertività, all’opposto, aiuta la produzione di relazioni positive e di per sé assolutamente significative. Utilizzare i giochi di ruolo e istruire gli studenti su come comportarsi (guardare le persone negli occhi) e dire con sicurezza che il comportamento di bullismo non va bene, è quello che compete fare a ciascuno di noi; ora e subito, senza tentennamenti, senza scaricare ad atri le responsabilità, senza cercare compromessi e scorciatoie. Da noi, talvolta, dipende la vita e la felicità di una ragazza o di un ragazzo, addirittura di un bambino. Bisogna, immediatamente, aiutarli a determinare se c’è qualcosa che stanno facendo per peggiorare il problema.

Costruire percorsi virtuosi di autostima

È necessario incoraggiare gli studenti vittime di bullismo a partecipare ad attività che apprezzano o in cui sono bravi per aiutarli a costruire l’autostima. Evidenziare i loro talenti è di vitale importanza affinché gli altri studenti possano vederli, ammirarli, emularli; questo può aiutarli a cambiare la loro reputazione nel gruppo dei pari e ridurre, così, le loro possibilità concrete di diventare vittime di bullismo.

È necessario incoraggiare i nostri alunni, bambini o ragazzi che siano, a denunciare

È necessario assicurarsi che i nostri studenti (ripeto, anche i piccolissimi che possono diventare vittime di atti di bullismo) sappiano che è compito del o dei loro insegnante/i affrontare il bullismo (in tutte le sue declinazioni possibili) e che tutti gli incidenti dovrebbero essere segnalati nei modi e nei tempi che ciascuna scuola fornisce attraverso i piani attuati, i link segnalati, le modalità attuate. Chiarire la differenza tra spettegolare e raccontare è, anche questo, di particolare importanza. Spesso, infatti, i giovani ritengono che il narrare i vissuti degli altri diventa uno spettegolare. Insegnate loro che spettegolare è ciò che si fa per mettere nei guai qualcuno senza che nulla ci sia di vero e principalmente senza che nulla possa importare; dire, invece, è quello che fai per aiutare o per togliere qualcuno dai guai. Il dire è sempre un atto di coraggio e di forza, di lealtà verso se stessi, i compagni, la società, il contesto scolastico in cui si vive.

Fornire modi alternativi per denunciare il bullismo a scuola

Sarebbe utile e necessario fornire modi alternativi per denunciare il bullismo a scuola: una scatola anonima per il bullismo può aiutare i bambini che potrebbero sentirsi a disagio nel farsi avanti. Ci vuole coraggio e spesso i più piccoli, i nostri bambini, non ne hanno in maniera sufficiente per denunciare il bullismo. E poi, servono docenti, preparati e attenti, attivi e responsabili, che siano in grado e che siano pronti ad ascoltare. E spesso, questi, non ci sono, sono distratti. Proviamo a creare una lezione tipo su “Il modo per aiutare un coetaneo vittima di bullismo”. Ci serviamo in questo processo di una eccezionale guida: il giornalista ed esperto di interventi contro il bullismo Tomaszewski che tra i mille modelli operativi e le numerose pubblicazioni scientifiche ha pubblicato una interessante guida che può essere utilizzata per generare una discussione tra gli studenti dopo che un caso di bullismo studentesco è stato messo in evidenza o dopo un episodio di bullismo narrato da una personalità di spicco. Parlare di altri, di casi lontani dai nostri, aiuta chi è stato vittima di bullismo a ricercare e trovare il giusto coraggio per parlare e, principalmente, aiuta tutti gli altri studenti a costruire percorsi di solidarietà condivisa sul fenomeno.

Il modo per aiutare un coetaneo vittima di bullismo

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