AIMC: “La scuola italiana non sia terreno di scontro”

di Giulia Boffa
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Red – L’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc) “richiama tutte le forze e i soggetti in campo a riflettere sulla necessità di non considerare la scuola terreno di divisione, ma di unione, non campo di battaglia ideologico, ma free zone di collaborazione”.

Red – L’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc) “richiama tutte le forze e i soggetti in campo a riflettere sulla necessità di non considerare la scuola terreno di divisione, ma di unione, non campo di battaglia ideologico, ma free zone di collaborazione”.

 La presidenza nazionale di Aimc interviene esprimendo “forte preoccupazione per il clima di contrapposizione” che ha ispirato il referendum comunale che si svolgerà a Bologna il 26 maggio in relazione ai finanziamenti alle scuole paritarie dell’infanzia.

 “Alla base dell’istanza del comitato promotore vi è una posizione che – affermano i Maestri cattolici – risente di un’evidente, malcelata e antistorica deriva ideologica”. Il quesito referendario “sembra non tenere conto dell’evoluzione normativa nel nostro Paese”; “contrapporre scuola statale e paritaria comunale a scuola paritaria privata significa non aver metabolizzato il dettato della legge 62/2000”, “una norma ‘laica’ che riconosce la funzione pubblica dell’istituzione scolastica a prescindere dall’ente gestore (Stato, Comune, privato)”.

 Aimc aggiunge: “I dati confermano che, senza le migliaia di scuole paritarie, la Repubblica non potrebbe ottemperare al proprio mandato di occuparsi di tutti senza dimenticarne qualcuno, anzi molti. Lo sviluppo del sistema pubblico integrato garantisce la possibilità di andare incontro alle esigenze delle famiglie nel rispetto della libertà di scelta educativa”.

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