Ai precari ancora in GaE spetterebbe immissione in ruolo retrodatata. Lettera

di redazione
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Margherita Candido – Che Babele nella nostra scuola! La confusione regna sovrana: Miur, sindacati, docenti, genitori, l’un contro l’altro armati, si adoperano per peggiorare la già difficile situazione e i rimedi sono peggiori del male con ricadute disastrose sui figli di un dio minore, i precari residuali Gae.

Chiunque ottenga un qualche potere solo che si dedichi alla politica, si atteggia a salvatore della patria.

Renzi, com’è noto, ha pagato, per la famigerata legge 107, un prezzo molto alto, nonostante il coraggio, la passione e l’entusiasmo con cui ha affrontato il rischio di avventurarsi sul mare tempestoso, pur essendo la nave mal ridotta per le traversie precedentemente subite. Il suo grande errore è stato quello di non aver voluto capire che, chi si dedica alla cura dello Stato, deve provvedere al bene di tutti con giustizia e onestà: mantenersi equanimi è un sommo dovere dei governanti. La grave ingiustizia subita dai docenti rimasti in Gae è sotto gli occhi di tutti.

Non sono stati forse ingannati e truffati, quanti, avendo ottemperato, con onestà intellettuale, ad una legge dello Stato, si sono poi ritrovati a fare i conti con un testo completamente stravolto? Non sarebbe stato più giusto offrire anche a loro la possibilità di usufruire dei benefici, concessi a posteriori attraverso deroghe ed emendamenti ingiustificati, di cui hanno goduto quanti, volontariamente, hanno operato delle scelte consapevoli e mirate? La stabilizzazione dei precari Gae, con nomina in ruolo retrodatata, deve essere una priorità assoluta.

Le reiterate e ingiuste richieste di chi non si fa scrupolo di superare la legge vigente hanno solo il sapore di una riprovevole estorsione certamente ignobile per un docente della Buona Scuola e, pertanto, non meritano alcuna attenzione, sempre che il rispetto delle leggi abbia ancora un senso nella nostra democrazia.

Grazie per l’attenzione

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