Ai docenti di II fascia graduatorie di istituto basterà un solo esame per essere insegnanti di ruolo, io ho dovuto vincere il concorso. Lettera

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Dopo aver letto le notizie circa la fase di transizione prevista dal Miur per l’assorbimento dei precari, vorrei esprimere un commento, al termine di tanti anni di precariato.

Credo di parlare non solo per me, ma anche per quei tanti (non tutti) che nel corso di minimo un decennio si sono fatti, nell’ordine:

domanda di messa a disposizione accettando anche supplenze di pochi giorni;
supplenze da terza fascia, soprattutto maternità, spesso con contratti interrotti all’approssimarsi delle festività;
lavoro in sedi anche molto lontane (tipo 70km andata/70km ritorno e tipo “lezione dalle 8.00 alle 10.00 e consigli di classe alle 18.30 nella stessa giornata), con buona pace degli “esodati del sud”;
anno di abilitazione (PAS o TFA), minimo 3000 euro;
corsi, specializzazioni e quant’altro;
concorso 2016 e superamento dello stesso;
finalmente il ruolo.

Tutto sempre con umiltà, accettando tutto con spirito di servizio e abnegazione.

Premettendo che non voglio dare giudizi sul percorso personale di nessuno, mi chiedo: è possibile, ora, in questo Paese, risentirsi -giusto un pochino -nell’apprendere che ai docenti di II fascia basterà (nelle intenzioni finora dichiarate) un solo esame orale per essere assunti di ruolo?

Evidentemente, sbaglio sempre i tempi, altrimenti aspettavo con comodo invece di passarmi un’intera estate sui libri per il concorso.

Grazie
Stefano Robaldo

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