Aggressioni al personale scolastico: in un mese sono già 27 (un caso a settimana), in tutto il 2023 se ne sono registrati 36

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Aggressioni al personale scolastico, oggi a Varese una docente pugnalata diventando il ventisettesimo caso del 2024. Un vero e proprio record negativo con particolare rilievo dei casi provocati dai familiari degli studenti.

Tra i casi più eclatanti, che hanno occupato le cronache, ricordiamo: il caso di Taranto, con il preside Marco Cesario dell’Istituto Europa Alighieri che è stato aggredito da un genitore, che lo ha immobilizzato, scaraventato a terra e colpito. Un altro caso si è verificato a Lucera, dove il dirigente dell’istituto Bozzini-Fasani è stato aggredito dalla madre di un allievo, insoddisfatta della punizione inflitta al figlio. A Cosenza, il preside del Liceo scientifico Scoza è stato colpito da un genitore in disaccordo con una decisione scolastica. In Sardegna, un insegnante di matematica è stato assalito dal padre di uno studente all’Istituto Alberghiero di Arbus. A Carpi, un docente dell’Istituto Vallauri è stato ferito durante una rissa tra studenti.

L’anno scorso, ad Abbiategrasso, un insegnante è stato pugnalato da uno studente all’Istituto Alessandrini. L’aggressore è stato poi ricoverato in neuropsichiatria. A Rovigo, all’Its Viola Marchesini, un’insegnante è stata colpita da pallini di gomma sparati da studenti, un episodio che ha richiesto l’intervento del ministro Valditara per la revisione dei voti di condotta degli studenti coinvolti.

Da canto suo il Ministero ha ricordato che per il personale scolastico è stato introdotto un servizio di assistenza legale gratuita fornito dall’Avvocatura dello Stato in caso di aggressioni. La disposizione, che beneficia circa 1,2 milioni di lavoratori del settore, assicura che le spese legali non siano a carico del personale aggredito. Le scuole sono incaricate di segnalare tali episodi agli Uffici scolastici regionali, per un successivo inoltro al Ministero.

L’iniziativa si basa su una circolare del Ministero e si allinea al regio decreto del 1933, che regolamenta le attività dell’Avvocatura dello Stato. Tale normativa permette la difesa degli impiegati statali, a condizione che le amministrazioni ne facciano richiesta e l’Avvocato generale dello Stato riconosca la validità dell’azione. In questo modo, il personale scolastico può affrontare le conseguenze legali delle aggressioni senza doversi preoccupare degli oneri economici.

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