Aggiornamento graduatorie, “ho dimenticato ad inserire il punteggio di un servizio”: deve essere ugualmente riconosciuto? Ecco cosa hanno detto i giudici

WhatsApp
Telegram

Il caso in commento riguarda un contenzioso relativo alle graduatorie ATA, ma i principi in questione possono interessare tutto il personale scolastico che produce domanda di inserimento e/o aggiornamento sulla propria posizione in graduatoria.

La questione

Con ricorso, la ricorrente, per il tramite del proprio difensore, ha chiesto al tribunale del lavoro di accertare l’illegittimità del mancato riconoscimento del punteggio relativo ai titoli di servizio ai fini dell’inserimento nella graduatoria di istituto III fascia, personale ATA – profilo AA, AT, CS – con il conseguente riposizionamento nella suddetta graduatoria.

La parte ricorrente a sostegno delle proprie ragioni rilevava di aver presentato la domanda in via telematica, mediante la piattaforma di inserimento/conferma/aggiornamento ai fini della costituzione delle graduatorie terza fascia ATA per il triennio 2021/22, 2022/23, 2023/24, dichiarando mediante autocertificazione i titoli di studio e di servizio posseduti. Rilevava che in pari data, subito dopo l’inoltro dell’istanza, riceveva il documento in formato “pdf” che riepilogava l’istanza promossa, veniva pubblicata all’albo la graduatoria, dalla quale emergeva l’attribuzione alla ricorrente di un punteggio più basso rispetto alla sommatoria dei titoli posseduti.

La scuola confermava il punteggio, dopo il reclamo presentato dalla lavoratrice sostenendo che l’aspirante in fase di inserimento della propria domanda non aveva dichiarato il suddetto servizio nell’apposita sezione dedicata all’inserimento dei servizi e che quindi nella domanda PDF lavorata dalla scuola non risulta valutabile il servizio in questione.

La ricorrente rilevava che vi era stato un malfunzionamento del sistema e deduceva altresì che il Ministero avrebbe dovuto accogliere il reclamo ai sensi dell’art. 6 L. 241/90, secondo cui l’amministrazione procedente «accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali».

Se la domanda è registrata correttamente dal sistema non si può parlare di malfunzionamento

Il tribunale del lavoro afferma che dalla documentazione agli atti di causa “risulta in modo inequivocabile che la stessa non abbia allegato alla domanda di inserimento il titolo relativo al servizio effettuato ed appare completamente fuori luogo il riferimento operato in ricorso ad un presunto malfunzionamento del sistema dato che la domanda è stata del tutto correttamente registrata dal sistema, il quale non poteva ovviamente tener conto di un titolo non dichiarato dall’interessata”.

Il servizio non inserito per errore dall’istanza deve essere riconosciuto

Rileva il giudice che si tratta di un servizio già prestato, e tale riconoscimento sarebbe dovuto avvenire ab origine, dalla data di conclusione del servizio, ed il ritardo nel provvedervi non può nuocere all’interessata.

Inoltre, continua il tribunale, ai sensi dell’art. 6 L. 241/90, il reclamo doveva essere accolto : l’amministrazione procedente accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali. Tale attività risulta ancor più doverosa in materia di selezione del personale, nell’ottica del principio del favor partecipationis, senza considerare che consentire ad un candidato in possesso di tutti i requisiti generali e speciali di partecipazione di correggere o integrare parti errate o mancanti della domanda, informatica o cartacea che essa sia, non lede in alcun modo le regole procedimentali della parità delle armi con gli altri concorrenti. … (cfr. Tribunale di Pisa, Sentenza n. 237/2023 del 21-07-2023).

Dunque, stante il tenore della sentenza in commento, se per errore non si inserisce il servizio prestato nella scuola, di cui la scuola d’ufficio dovrebbe già esserne a conoscenza, questo va riconosciuto qualora venga proposto reclamo, ed il reclamo proposto dall’istante, in caso di mancato riconoscimento, deve essere dunque riconosciuto poiché non si viola alcuna condizione di parità con gli altri concorrenti, stante il fatto che il servizio è stato prestato e si tratta di requisiti in possesso del lavoratore.

WhatsApp
Telegram

Abilitazione all’insegnamento 30 CFU. Corsi Abilitanti online attivi! Università Dante Alighieri