Agevolazioni sui costi scolastici: non più ISEE ma Nise per i separati e per i genitori soli. Conviene?

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Per le agevolazioni sui costi scolastici  la novità è che non basta più l’ISEE a stabilire la situazione economica del genitore singolo con cui vive il figlio, ma il Nise, il Nuovo Indicatore della Situazione Economica.

Per le agevolazioni sui costi scolastici  la novità è che non basta più l’ISEE a stabilire la situazione economica del genitore singolo con cui vive il figlio, ma il Nise, il Nuovo Indicatore della Situazione Economica.

E se fino a quando ci si basava soltanto sull’ISEE, i genitori soli (le mamme diciamocelo chiaramente, perché tanto nel 95% dei casi i figli minori sono affidati alle madri) potevano contare sull’aiuto del Comune su riduzioni dei costi di trasporti, mensa, libri scolastici per le scuole primarie e secondarie di primo grado, ora con il Nise tutto si complica.

Vediamo nel dettaglio cosa comporta il nuovo indicatore della situazione economica.





Sul documento “La riforma dell’ISEE” sottotitolato “maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia” redatto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si può leggere testualmente “ai fini dell’accesso a prestazioni per bambini ciò che conta è la condizione economica di entrambi i genitori.Con il nuovo ISEE viene stabilito il principio che il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio […] Si tratta di una previsione necessaria per differenziare la situazione del nucleo in cui il genitore è davvero solo (per morte o allontanamento o irreperibilità dell’altro genitore o costituzione di un’altra famiglia) da quella in cui l’altro genitore ha semplicemente un’altra residenza anagrafica, magari per scelta opportunistica a fini fiscali. Di conseguenza l’ISEE del nucleo familiare con figli viene integrato con una componente aggiuntiva, calcolata sulla base della situazione economica del genitore non convivente”.

Giustissimo per quei genitori che usano avere una residenza anagrafica differente per scopi fiscali, ma come la mettiamo per i genitori separati? O ancora per i figli di conviventi?

In questo caso i Comuni richiedono ai genitori che convivono con il figlio di integrare alla propria ISEE quella del genitore non convivente, che, anche se contribuisce al mantenimento del figlio lo fa con somme non certo principesche, alzando di molto il nuovo indicatore della situazione economica portando il genitore solo convivente con il figlio a non avere diritto a quelle agevolazioni cui avrebbe avuto diritto se avesse presentato la sua sola ISEE.

Sicuramente in molti casi la nuova ISEE serve a migliorare le condizioni, come nel caso di disabilità fisiche, ma nel caso delle agevolazioni sui costi scolastici di genitori soli o separati sicuramente diventa un handicap molto pesante, andando a incidere su situazioni già di per se non troppo facili economicamente.

Sicuramente è un sistema che non funziona del tutto bene soprattutto quando si legge che, la dichiarazione del genitore non convivente, non è più necessaria qualora nel nucleo familiare del genitore convivente sia presente una figura che abbia un rapporto affettivo con il genitore.

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