Affitto a studenti fuori sede: il contratto transitorio non impedisce di spostare la residenza

di Consulente Fiscale

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Affitto a studenti fuori sede: se l’inquilino sposta la residenza il contratto può restare di tipo transitorio con cedolare secca?

Salve, ho un appartamento in affitto a studenti fuori sede. Uno di questi mi ha chiesto di poter trasferire la residenza a partire da settembre. Temo però, come mi confermano alcune fonti, che in questo modo perderò il diritto a fare contratto di natura transitoria con regime di cedolare secca. E’ corretto?”

Sui contratti di locazione con cedolare secca ci sono diversi luoghi comuni e falsi miti, alimentati in parte anche da una normativa frammentata e non sempre chiara. Uno di quelli più fondati è proprio che il trasferimento della residenza del conduttore faccia venire meno la natura transitoria del contratto.

Affitto a studenti: quando si può fare il contratto di locazione transitoria

Il contratto transitorio nasce per soddisfare esigenze non stabili e transitorie, ad esempio di studenti fuori sede. Detto questo però non significa che, se viene trasferita la residenza nell’immobile locato, scatti in automatico il rischio di trasformazione del contratto nel 4+4. Nessuna norma però prevede questo (si leggano a tal proposito art. 5 L. 431/98 o Decreti Ministeriali 30/12/2002 e 16/1/2017, oltre a qualunque Accordo Territoriale locale che disciplini la materia locazione). Non essendo previsto alcun divieto di legge, ne consegue che il conduttore ha sempre possibilità di trasferire la residenza liberamente. Anche perché, si osserva, il conduttore ben potrebbe avere necessità di stabilire la sua residenza temporaneamente nell’immobile per i mesi di durata della conduzione, senza che ciò faccia venire automaticamente meno le esigenze di transitorietà alla base del contratto. Alla luce di quanto visto, anzi, possiamo concludere che qualsiasi clausola volta ad impedire al conduttore il trasferimento della residenza facendo appello alla natura transitoria del contratto, sia da considerare nulla. Resta fermo però che le disposizioni comunali hanno precedenza quindi al Comune potrebbero richiedere la dichiarazione di assenso del proprietario per accettare il cambio di residenza dello studente fuori sede

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