Affinati: “Il merito? Tutti vorrebbero il massimo dagli alunni, ma occorre considerare le posizioni di partenza. Valditara? Vedremo le azioni”

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Sul nuovo ministro dell’Istruzione interviene su La Repubblica lo scrittore Eraldo Affinati. Sulla parola Merito spiega: “In attesa di spiegazioni della fonte, proviamo a immaginare che la parola sia riferita agli studenti. Tutti i docenti vorrebbero ottenere il massimo dai propri alunni, ma sappiamo che per farlo bisogna calcolare la stazione di partenza di ognuno”.

E ancora: “L’obiettivo della scuola è formare alla vita. Consegnare il testimone. Scoprire il futuro degli adolescenti che abbiamo di fronte, spesso a loro stessi ignoto. Se accostiamo la parola merito a quella di istruzione rischiamo di trasformare le nostre aule in campi di gara dove, dopo apposite performance chiamate interrogazioni, si stabiliscono gerarchie di valore fra chi vince e chi perde”.

Sulla nomina di Valditara: “Vedremo le azioni, li aspettiamo senza preconcetti. Nella scuola italiana più che i timonieri conta la macchina ministeriale, e quella ha resistito a tutti i governi”.

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