Adida. Quota96 e precari lottano insieme per la scuola

Stampa

Adida – Ieri, alle 11, una delegazione Adida si è unita alle voci di protesta del mondo della scuola

Adida – Ieri, alle 11, una delegazione Adida si è unita alle voci di protesta del mondo della scuola

Grande partecipazione ieri alla manifestazione indetta dal comitato civico Quota 96, contro le politiche che stanno soffocando il mondo della scuola e umiliando migliaia di docenti, di ruolo come precari. Il comitato promotore, costituito dai docenti che hanno subito l’indegna decisione del Governo di negare il diritto alla pensione, ha giustamente convocato tutte le componenti della scuola, compresi i precari, che hanno subito negli anni
un trattamento umiliante di sfruttamento e denigrazione, colpiti anche dalla mancata possibilità di essere assunti a causa della negazione del pensionamento.

Molti gli interventi, grande indignazione, molta condivisione: questi gli ingredienti di una manifestazione partecipata, in cui sono state denunciate tutte le contraddizioni del sistema scolastico e soprattutto tra le dichiarazioni del governo Renzi e la realtà dei fatti. Era già stata annunciata una specie di marcia indietro del governo, in parte smussata dall’annuncio di un rinvio, ma questo non ha impedito di manifestare la preoccupazione di quanti hanno già subito sulla pelle le scelte che, dalla Gelmini in poi, hanno ormai messo in ginocchio migliaia di docenti italiani.

Tra i contributi più significativi, quello del Giudice Ferdinando Imposimato, che ha sferrato colpi durissimi all’indirizzo del MIUR e del Governo Renzi, colpevoli di avere un progetto politico contrario alla scuola pubblica e della scuola come istituzione dello Stato, come vuole la costituzione. Taglienti come lame, le sue parole hanno creato un’atmosfera di fiducia nella possibilità di riconoscere in uno dei più insigni ed autorevoli difensori dello Stato e della Costituzione un riferimento ideologico e politico per le proprie rivendicazioni. Imposimato non ha risparmiato accuse e denunce, apostrofando il MIUR come merita, per aver negato diritti e riconoscimenti ai professionisti della scuola.

Tra questi i precari che, come egli stesso ha ripetuto più volte, sono stati offesi, umiliati e vilipesi, dopo anni di onorato servizio a garanzia del funzionamento stesso del sistema scolastico intero, sfruttati e ora a rischio di licenziamento di massa, solo in virtù di politiche che vanno nella direzione opposta del bene comune e del valore istituzionale della scuola pubblica. Imposimato ha chiuso con l’auspicio che questo Governo, colpevole di avere un atteggiamento antidemocratico e arrogante, vada presto a "casa", per porre fine definitivamente allo smantellamento dello Stato e, non in ultimo, della scuola della Costituzione.

Assai importanti anche le denunce che il Dott. Vittorio Lodolo D’Oria ha fatto nei confronti del MIUR, che non ha mai saputo difendere i professionisti di cui si avvale, ignorando il ruolo cardine che ricoprono e le sollecitazioni negative ai quali sono sottoposti. Non un euro di investimento, per incentivare la professione, nessuna prevenzione per le malattie professionali, nessuna considerazione del ruolo delicato e sensibile che svolgono. Quale futuro in un regime di ulteriori tagli, quale garanzia per le nuove generazioni, la cui formazione de educazione sono affidate ad un segmento professionale, quello dei docenti, mal pagati, sfruttati, messi a fero ignique tra loro, continuamente denigrati agli occhi dell’opinione pubblica, azioni queste perpetrate da anni e che hanno contrapposto l’opinione pubblica agli insegnanti, di cui si è progressivamente svalutato il ruolo sociale e culturale.

Un quadro, quello emerso ieri, quindi, che non permette di abbassare la guardia! L’ipotesi che le nostre battaglie siano giunte a buon punto, infatti, è piuttosto remota. Dobbiamo capire che adesso è il momento di far
sentire con maggiore vigore la nostra voce, forti della legittimità delle nostre richieste e dell’incoraggiamento di persone come il Giudice Imposimato, che ha ben chiara la direzione da intraprendere e che ha manifestato apertamente di sostenere anche la nostra causa.

Cogliamo l’occasione per anticipare che il 4 ottobre prossimo Adida sarà a Roma per un incontro pubblico pomeridiano al quale saranno invitati i rappresentanti politici che si stanno spendendo per difendere i nostri
diritti e il sistema scolastico intero. Nei prossimi giorni predisporremo un foglio di preadesione per poter organizzare nel miglior modo l’evento.

Ricordiamo ancora una volta che la forza delle rivendicazioni è legata alla forza politica della protesta. Finora, molte cose sono state fatte e molti i risultati ottenuti, ma è il momento di esporsi in prima persona, altrimentI INVISIBILI lo saremo SEMPRE!!!!

Il Direttivo

Quota 96. Imposimato sull’emendamento bocciato: "la Ragioneria è stata mandata in parlamento da qualcuno"

Stampa