ADI. Prime considerazioni sullo schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione

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red – L’Associazione Docenti Italiani ha pubblicato un commento sul regolamento relativo alla valutazione delle scuole. Ne pubblichiamo il contenuto per alimentare il dibattito sull’argomento.

red – L’Associazione Docenti Italiani ha pubblicato un commento sul regolamento relativo alla valutazione delle scuole. Ne pubblichiamo il contenuto per alimentare il dibattito sull’argomento.

Quando si affronta un Regolamento bisogna sempre risalire alla legge che lo ha determinato, solo così si può capire anche ciò che non viene detto.

Lo Schema di Regolamento sul Sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione approvato in via preliminare il 25 agosto 2012 dal Consiglio dei Ministri (e che ora deve fare tutto l’iter di legge prima di diventare DPR) dà applicazione, con oltre un anno di ritardo, all’art 2 comma c. 4-noviesdecies della Legge n. 10 del 26 febbraio 2011 (mille proroghe). Quella legge ha stabilito:

Art. 2 c. 4-noviesdecies. Con regolamento (…..), è individuato il sistema nazionale di valutazione definendone l’apparato che si articola:

1) nell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, con compiti di sostegno ai processi di miglioramento e innovazione educativa, di formazione in servizio del personale della scuola e di documentazione e ricerca didattica;

2) nell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione, con compiti di predisposizione di prove di valutazione degli apprendimenti per le scuole di ogni ordine e grado, di partecipazione alle indagini internazionali, oltre alla prosecuzione delle indagini nazionali periodiche sugli standard nazionali;

3) nel corpo ispettivo, autonomo e indipendente, con il compito di valutare le scuole e i dirigenti scolastici secondo quanto previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

Va ricordato che questo comma comma 4-noviesdecies dell’art. 2 fu aggiunto in extremis (come riferimmo nella Breve INSEGNANTI: VALUTAZIONE, MERITO E PREMI NEL DESERTO del 19 febbraio 2011) per volontà del Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, Dott. Biondi, che aveva insediato in precedenza una Commissione per discutere della prospettiva dell’INVALSI, ma che non la utilizzò mai a questo scopo, impegnandola unicamente per il progetto Valorizza (la nota Valutazione dei docenti) e per il progetto VSQ (Valutazione per lo Sviluppo e la Qualità delle scuole).

Ma analizziamo ora con ordine il decreto, partendo dalle tre gambe.

Alcune prime considerazioni sulle tre gambe

Occorre necessariamente partire dal dato di fatto che il Regolamento, come sopra ricordato, è applicativo della legge la quale aveva già previsto che il sistema nazionale di valutazione fosse composto da tre gambe, nel seguente ordine: INDIRE, INVALSI, Corpo ispettivo.

INDIRE

Nel prendere atto del suo inserimento nell’SNV, non possiamo, però, non sottolineare il fatto che l’INDIRE con il sistema nazionale di valutazione non c’entra nulla. Il suo inserimento pare avvenuto da un lato per una scelta di valorizzazione dell’Istituto da parte del dott. Biondi, che dell’INDIRE è stato lungamente Direttore e al quale è rimasto profondamente legato, dall’altro per calcare l’accento sul binomio valutazione-miglioramento, una sorta di captatio benevolentiae nei confronti di chi continua ad opporsi alla valutazione.

INVALSI

Il ruolo delineato per l’INVALSI appare troppo ampio rispetto alla struttura dell’istituto e nel contempo è inadeguato perché impreciso. Ribadendo una posizione già formulata dall’ADI, è indispensabile rendere totalmente autonomo questo istituto e fornire le risorse necessarie per potenziarne la competenza scientifica. Va aggiunto che nello schema di regolamento si fa confusione tra indicatori e valutazione. All’INVALSI è attribuito il compito di definire gli indicatori di efficienza e di efficacia, ossia una funzione molto diversa dalla valutazione. Inoltre all’INVALSI incombe la responsabilità di fornire gli indicatori di risultato a vari livelli del sistema scolastico. Orbene la transizione dalla valutazione alla produzione di indicatori non è affatto un’ operazione semplice, banale, automatica. Si dà come ovvia questa transizione senza presupporre quanto sia complessa

CONTINGENTE ISPETTIVO

E’ noto a tutti che attualmente il numero degli ispettori è estremamente esiguo e residuale e che il concorso è bloccato da anni. In questa situazione, si è facili profeti nel prevedere la loro sostituzione con esperti esterni. Non a caso nello schema di Regolamento i nuclei di valutazione sono costituiti da un dirigente tecnico del contingente ispettivo e da due esperti, la cui selezione e formazione spetta all’INVALSI. Rimane pertanto la necessità di un chiarimento della struttura, dell’organizzazione e del finanziamento del contingente ispettivo.

I pro e i contro del Regolamento

1) Meglio poco che niente!

In un Paese come il nostro, in gravissimo ritardo sui temi della valutazione, riteniamo che non si debba assolutamente bloccare od ostacolare questo processo, ma piuttosto cercare di coglierne gli aspetti positivi e, pur rilevandone i limiti, spingere per la sua attuazione. In questo schema va colta positivamente la volontà di uscire dalla fase sperimentale e di dare un assetto definitivo al sistema nazionale di valutazione. Ugualmente positiva ci pare la valutazione esterna delle scuole, dopo i fallimenti dell’autovalutazione nonchè una più circoscritta definizione della valutazione dei dirigenti scolastici (valutazione bloccata irresponsabilmente da anni). Ma …

2) Nessun richiamo su risorse e modalità di finanziamento

Qualsiasi sistema di valutazione ben fatto, efficace, plausibile, credibile, utile costa. Non si costruisce un sistema nazionale di valutazione a costo zero. Orbene, lo schema di regolamento non dice assolutamente nulla sulle risorse e le modalità di finanziamento.

3) Concezione arcaica del sistema educativo di istruzione e formazione

Nello schema di Regolamento si parla di Sistema nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (v. art. 1), ma non si fornisce nessuna definizione di questo sistema educativo. Non se ne conoscono i limiti. La prima esigenza in uno schema di regolamento sarebbe quella di definire cosa si intende per sistema educativo di istruzione. In modo implicito il decreto limita il sistema educativo all’istruzione formale obbligatoria e non obbligatoria. Orbene, il sistema d’istruzione non si limita agli istituti scolastici. Invece tutto il decreto è impostato come se la scuola fosse l’unico elemento da valutare e il sistema di istruzione si limitasse a quanto succede nelle scuole. Questa è una concezione arcaica, inesatta, confusa del sistema educativo, che esclude le competenze del MIUR e dei suoi uffici decentrati, mai soggetti a valutazione. E ce ne sarebbe bisogno …

In conclusione

In conclusione, mentre ribadiamo con forza che un apparato di valutazione ben costruito, efficace, trasparente, democratico, è utile per la scuola e per la politica scolastica, sottolineiamo che il modello di sistema nazionale di valutazione schizzato in questo schema di regolamento è ancora confuso e non coinvolge gangli vitali.

E’ quindi lecito chiedersi : “A chi serve un decreto formulato in questo modo?”

La valutazione conta e ovunque si svolga una valutazione sistematica dei sistemi scolastici si sono avuti miglioramenti inconfutabili dei livelli di istruzione nella popolazione scolastica. Non sembra che qui ci siano le giuste premesse.

E ancora vorremmo aggiungere, che se vogliamo che nel nostro Paese la valutazione spicchi il volo devono essere considerate priorità assolute 1) la formazione dei valutatori e 2) la ricerca scientifica nel campo della psicometria.

Concludendo il nostro giudizio ci sentiamo di dire che in un certo senso lo schema di Regolamento dovrebbe essere ridotto e limitato a una ridefinizione del ruolo, delle competenze, delle risorse dell’INVALSI e ad un chiarimento della struttura, dell’organizzazione e del finanziamento del contingente ispettivo.

Solo suggerimenti, ma nessuna volontà di bloccare il Regolamento che deve continuare il suo iter. Aspetteremo di vedere i risultati….

Valutazione scuola, analizziamo il regolamento

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