Adhd: uno studio conferma una prevalenza 15 volte inferiore a quella mondiale

di Patrizia Del Pidio

La media mondiale della prevalenza dell’Adhd è del 5,3%. Il Registro dell’Adhd della Lombardia afferma che nella Regione la prevalenza del disturbo da deficit di attenzione e iperattività è del 3,5 per mille.

La media mondiale della prevalenza dell’Adhd è del 5,3%. Il Registro dell’Adhd della Lombardia afferma che nella Regione la prevalenza del disturbo da deficit di attenzione e iperattività è del 3,5 per mille.

Lo studio pubblicato dalla rivista Ricerca&Pratica conferma che in Lombardia l’incidenza è 15 volte inferiore rispetto a quella mondiale. Lo studio, unico nel suo genere, prende in esame l’intera popolazione della Lombardia incrociando dati raccolti dal Registro con quelli presenti nel database amministrativi della sanità regionale, come ricoveri, visite e prescrizioni.

Dai dati risultano 4200 giovani tra i 5 e i 17 anni cui è stato diagnosticato Adhd dei quali 378, il 9% quindi, in cura con psicofarmaci. La prevalenza in Lombardia è del 3,5 per mille, quindici volte inferiore alla media mondiale.

Lo studio, condotto dall’Ieccs Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”,  precisa che “al 65% dei bambini e adolescenti (5-17 anni) che accedono ai 18 centri regionali di riferimento per l''Adhd della regione Lombardia per sospetto Adhd viene confermato il disturbo. Corrispondono a circa 400 nuovi casi ogni anno, con un picco attorno agli 8 anni d''età, in maggioranza maschi (2 a 1). In un terzo dei casi era presente familiarità" e nella maggioranza dei pazienti almeno un altro disturbo psicopatologico. Solo il 15% ha ricevuto un trattamento psicofarmacologico, mentre la quasi totalita'' uno psicologico".




Una precisazione giunge anche da Antonella Costantino, presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza la quale spiega che gli utenti che giungono ai 18 centri regionali sono quelli con disturbi medio gravi. I casi lievi vengono gestiti direttamente dalle 14 Uonpia regionali. Considerando, però, anche i casi lievi nel computo, i pazienti cui è stato diagnosticato l’Adhd in Lombardia sono un numero nettamente inferiore a quello atteso rispetto la media mondiale.

Edda Zanetti, responsabile dell’Uonpia dell’ospedale Spedali Civili di Brescia, precisa che  è proprio la sopravvalutazione della patologia a concorrere all’abuso della prescrizione di psicofarmaci e a terapie errate.

Il  Registro dell'Adhd della Regione Lombardia è stato istituito nel 2011 con l’obiettivo di stimare la prevalenza della sindrome dell’Adhd per giungere, quindi, ad una adeguata valutazione e successiva terapia mirata.

“La forza e unicità di questo studio – sostiene Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica dell’IRCCS Mario Negri di Milano e responsabile del Registro regionale -.  sono rappresentate dalle dimensioni: tutta la popolazione di un’intera Regione coinvolta; dalla metodologia applicata: Registro, formazione, informazione; dalla durata nel tempo: il Progetto è ancora attivo. Dai dati raccolti dal Registro e da quelli dei database amministrativi sanitari regionali (prescrizioni, ricoveri, visite ambulatoriali) i bambini e adolescenti (5-17 anni) che presentano ADHD in Lombardia risultano essere 4200 di cui 378 in terapia psicofarmacologica (9%): una prevalenza del disturbo del 3,5 per mille, quindici volte inferiore a quella riportata come media mondiale (5,3% )” si legge nel comunicato stampa pubblicato dall’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, una fondaione no profit per la ricerca, la formazione e l’informazione sulle scienze biomediche.

Versione stampabile
soloformazione