Adhd- Rush Hour: il film documentario sul disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività

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Stella Savino nel suo film documentario Adhd – Rush Hour affronta raccoglie testimonianze sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Stella Savino nel suo film documentario Adhd – Rush Hour affronta raccoglie testimonianze sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Proiettato lo scorso giugno in pochissimi cinema italiani, il film affronta dal di dentro quella che sembra essere una vera e propria epidemia sommersa su cui la comunità scientifica mondiale è nettamente divisa.

L’Adhd è davvero un disordine dello sviluppo neuropsichico o è il modo che hanno oggi i genitori di non comprendere i disagi dei propri figli nascondendoli dietro un sintomo generico quale il disturbo da deficit di attenzione? Queste le domande che da decenni si pone la comunità scientifica, domande che instillano un tremendo dubbio sul come curare o aiutare chi riceve questa diagnosi.




Negli Stati Uniti l’11% dei bambini in età scolare ha ricevuto questa diagnosi ed è bombardato di psicofarmaci, i cui effetti collaterali non sono da sottovalutare tra cui ricordiamo, oltre la dipendenza, la depressione, perdita dell’appetito, tendenze suicide e disfunzioni sessuali, il cui scopo è quello di stimolare l’attenzione.

Nel mondo ci sono 11milioni di minori sottoposti a cure farmacologiche base di psicofarmaci a base di metifenidato e amfetamine.

Il film di Stella Savino illustra come oggi viene diagnosticata l’Adhd e come successivamente si cura. Il film dimostra come troppo spesso la diagnosi dipende dl medico che indaga sulle cause del perché un bambino sia troppo vivace, non riesca a star fermo, corra e si arrampichi.

Il film denuncia come i metodi di diagnosi siano sempre molto limitati e come la cura provochi danni dagli effetti spesso devastanti. Il gruppo di farmaci in cui rientrano le pasticche con cui vengono curati i bambini affetti dall’Adhd rientrano nel gruppo dei narcotici in cui sono classificate eroina, morfina e cocaina.

Sui limiti dei criteri diagnostici dell’Adhd, si esprime anche il dottor Richard Saul affermando che basta presentare 6 dei 18 sintomi del Diagnostic Statistical Manual per almeno sei mesi. I sintomi per l diagnosi, però, sono talmente soggettivi da non poter escludere che tutti noi siamo affetti da Adhd.

Criteri di diagnosi dell’Adhd

Il dottor Saul, inizialmente convinto dalla credibilità dell’Adhd, ora afferma che i sintomi descritti potrebbero avere “un’intera gamma di cause sottostanti che venivano ignorate” perché c’è già una diagnosi bella pronta da utilizzare.

In Italia la percentuale di incidenza dell’Adhd nei minori in età scolare è dell’1% perché, come fa notare la Savini, nel nostro Paese c’è ancora un “minimo di garanzia” dato dal monitoraggio dell’Iss per i pazienti cui è stata diagnosticato il disturbo d deficit di attenzione.

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