Adesso è colpa dei precari se gli studenti non hanno gli insegnanti di sostegno? Lettera

Stampa

Gentile redazione, mi permetto di rispondere alle parole francamente offensive del dottor De Angelis in merito ai docenti di sostegno che non accetterebbero incarichi perché “aspettano la materia”. Vorrei dire due parole.

Molti docenti specializzati in sostegno scolastico sono, come la sottoscritta, vincitori di concorso. Un concorso molto vantato. Peccato che, ad esempio sul sostegno secondaria di II grado, in 16 regioni su 20 alla fine dei conti i posti per le immissioni in ruolo si siano rivelati zero. Con buona pace dei discorsi, sbandierati dallo stesso Ministero, sul “merito” o sull’importanza della continuità didattica. Siamo qui, vincitori, più precari degli scorsi anni. La mobilità straordinaria o la non volontà di adeguare organico di fatto e di diritto non dipendono certo dai docenti.

Se alcuni di noi per adesso rifiutano, non è per l’attesa di altro, ma perché ricevono solo chiamate “fino ad avente diritto”, un’aberrazione che vediamo ripetersi con regolarità. Penso che dopo tutta la fatica fatta, possiamo ritenerci in diritto di avere almeno una data certa per i nostri incarichi. Specialmente quelli di noi che devono percorrere mezza Italia per raggiungere la sede di servizio. Oppure vogliono dire che sia colpa di noi docenti se a scuole iniziate ancora non sono finite le operazioni di reclutamento, immissioni, assegnazioni provvisorie ecc.? Se ancora si convoca fino ad avente diritto o addirittura, in alcune province, non si è neppure iniziato a convocare, anche sul sostegno?

Francamente, con il modo in cui veniamo trattati, che ci si permettano anche questi insulti gratuiti è veramente inqualificabile. Dunque sarebbe nostra responsabilità se gli studenti sono senza docenti?

Penso che certe affermazioni andrebbero meditate. L’ammissione del torto potrebbe essere un buon primo passo, quando si sa quanto sia stata carente l’Amministrazione centrale per prima.

Cordialmente,

Silvia Baglini

Supplenze sostegno rifiutate. De Angelis: per molti docenti è un ripiego, in attesa della cattedra su materia

Stampa

Il nuovo programma di supporto gratuito Trinity per docenti di lingua inglese