Adesione dei Precari Uniti contro i tagli alla manifestazione No Monti Day

Di Lalla
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Precari uniti contro i tagli – Siamo lavoratrici e lavoratori della scuola, maestre e maestri, docenti di varie materie e di sostegno per le persone con disabilità; lavoriamo da anni nella scuola pubblica con contratti a tempo determinato, i più fortunati assunti a settembre e licenziati a giugno, molti altri con contratti di una settimana, quindici giorni, un mese, su due o tre scuole contemporaneamente, distanti tra loro decine e decine di chilometri;siamo quasi un terzo di tutto il personale della scuola pubblica, senza di noi le scuole non potrebbero aprire, né garantire in modo decente un diritto fondamentale per tutte e tutti come è quello all’istruzione;

Precari uniti contro i tagli – Siamo lavoratrici e lavoratori della scuola, maestre e maestri, docenti di varie materie e di sostegno per le persone con disabilità; lavoriamo da anni nella scuola pubblica con contratti a tempo determinato, i più fortunati assunti a settembre e licenziati a giugno, molti altri con contratti di una settimana, quindici giorni, un mese, su due o tre scuole contemporaneamente, distanti tra loro decine e decine di chilometri;siamo quasi un terzo di tutto il personale della scuola pubblica, senza di noi le scuole non potrebbero aprire, né garantire in modo decente un diritto fondamentale per tutte e tutti come è quello all’istruzione;

ci siamo formati con anni di studio all’università: prima la laurea, poi la SSIS (per i docenti della scuola secondaria; la laurea abilitante in Scienze della formazione primaria, invece, per i docenti di scuola primaria) o i concorsi abilitanti del ’90 o del ’99, poi, ancora, i master e in alcuni casi il dottorato di ricerca;

ci siamo formati con anni di esperienza sul campo a scuola, in classi sovraffollate che ignoravano le più elementari norme di sicurezza, in situazioni di disagio sociale, nelle scuole in carcere, nei paesi di montagna o nelle periferie delle metropoli; abbiamo lottato contro i tagli alla scuola imposti dal governo Berlusconi (8 miliardi di euro, 130mila di noi sono stati licenziati definitivamente: il più grande licenziamento di massa della storia repubblicana);

oggi subiamo l’offesa del governo Monti, che vuole sottoporci ad una ulteriore procedura concorsuale per dividerci e “selezionare” tra noi i pochissimi “meritevoli” che potranno accedere ad un lavoro stabile, delegittimando e snobbando le graduatorie; oggi i “tecnici” ci irridono, togliendoci posti di lavoro e riconvertendo i docenti in esubero su cattedre di discipline in cui non sono abilitati (o persino sul sostegno!);

oggi ci troviamo a fronteggiare un governo che, in continuità con il precedente, pensa di ridurre le scuole pubbliche ad aziende, con la legge Aprea-Ghizzoni, una legge bipartisan PDL-PD-UDC che svuota di senso gli organi collegiali democratici e introduce i privati nella gestione degli istituti, aprendo la strada a una selezione del personale e degli interventi didattici funzionale alle esigenze delle aziende del territorio; oggi siamo chiamati a lottare contro la proposta di aumento dell’orario di lavoro a parità di salario che il governo Monti pensa di poter imporre nelle scuole, aggravando il problema della precarietà, squalificando ulteriormente la didattica, sottraendo un ulteriore miliardo di euro alla scuola pubblica.

Avvertiamo l’esigenza di scendere nuovamente in piazza insieme agli altri lavoratori e lavoratrici e insiema ai cittadini tutti i cui diritti sono usurpati da questo governo "tecnico" con la riforma delle pensioni, l’abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e la privatizzazione selvaggia di beni comuni quali la sanità l’istruzione, l’acqua e l’ambiente; per questo saremo presenti con uno spezzone della scuola alla manifestazione NO MONTI DAY del prossimo 27 ottobre; in passato ci hanno divisi tra precari del Nord e del Sud, tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato; ora vorrebbero mettere i precari “storici” contro i “giovani”… Ma di fronte alle nuove minacce, noi siamo e restiamo, tutti insieme

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