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Adescamento online, una guida molto utile che la scuola può fornire ai genitori

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Adescamento online. È stata pubblicato un vademecum molto utile per i genitori che non possono essere lasciati soli nell’ardua impresa di educare.

La polizia di stato ha pubblicato un utile vademecum che coinvolge i genitori. Essi devono essere sostenuti e guidati anche dalle scuole.

Adescamento online (child grooming), il fenomeno non è scomparso

Adescamento online. La pandemia e ora il conflitto russo-ucraino stanno offuscando il problema. Soprattutto durante il confinamento (lockdown) il fenomeno ha avuto una preoccupante impennata, favorito anche dal proliferare dei videogiochi che prevedono contatti, chat d’interazione… Lo certifica la Polizia Postale che con il contributo del  Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) di Roma, ha evidenziato un aumento esponenziale del fenomeno nel 2020 che si attesta a un +  110% rispetto allo stesso periodo dell’anno.

Non sempre il fenomeno è compreso per via dell’espressione anglofona child grooming . E’ risaputo che l’uso della lingua inglese ha il fine di non far comprendere il significato di un dispositivo o di una parte di un autoveicolo. Nel nostro caso, l’utilizzo risulta fuori luogo e pesantemente negativo, in quanto non facilita l’attenzione e la riflessione su un fenomeno molto preoccupante. In sintesi la definizione di child grooming contestualizza l’adescamento, legandolo maggiormente a chat o social netwoork (dimentichiamoci di Facebook ormai abbandonato dai bambini e ragazzi). E’ messa in evidenza la tipologia di aggancio che fa leva sulle debolezze del minore di 16 anni. Ovviamente chi instaura questo tipo di azione è un  esperto in ingegneria sociale (social engineering) che studia attentamente la possibile vittima fino a individuarne le debolezze o lo stato d’animo che sta attraversando. Quindi l’adescatore o groomer è un sofisticato esperto del mondo dei giovani. Ne segue l’evoluzione anche se alcune coordinate legate alla condizione umana restano dei punti certi: le fragilità e debolezze legate alla giovane età che ben si collegano alla condizione di creature, declinate nella solitudine e vuoto, amplificati dalla pandemia e dai suoi effetti collaterali sulla psiche giovanile e non solo.

Un utile vademecum che responsabilizza l’adulto

La polizia di Stato da sempre in trincea per il contrasto al bullismo fisico e online, ovviamente aggiorna continuamente la sua azione, suggerendo e consigliando gli adulti. A tal fine è stato pubblicato un vademecum contro l’adescamento online. L’intento è quello di mantenere alta l’attenzione degli adulti sulle nuove tendenze. L’attenzione è rivolta, innanzitutto ai genitori che dalla Costituzione (art. 30) sono presentati come i primi educatori dei figli. Qualunque delega ad altre istituzioni è fuori luogo, non consentito dalla Carta fondamentale.
La premessa spiega il loro coinvolgimento nel vademecum.

Chiari i destinatari e il fine “Questa Guida vuole essere uno strumento utile per genitori e adulti con responsabilità genitoriale di bambini, bambine e preadolescenti, in un momento storico e sociale in cui il rapporto con le tecnologie digitali caratterizza molte delle nostre esperienze di vita, compresa la genitorialità. L’impatto della pandemia da Covid-19 sull’aumento dell’utilizzo delle tecnologie è stato evidente: ne ha ampliato l’uso ed ha abbassato ulteriormente la fascia d’età di chi accede ad ambienti digitali, ma ciò è avvenuto in modo repentino ed emergenziale, in assenza della preparazione necessaria. Alle opportunità dell’innovazione digitale, si affiancano anche l’esposizione a rischi specifici, condizione che ci richiede molta attenzione e che qui abbiamo deciso di focalizzare su un argomento in particolare. La Guida vuole infatti approfondire il fenomeno dell’adescamento online (anche detto “grooming online”), purtroppo in costante diffusione.

Coerente con questa linea, il vademecum presenta sempre due soggetti: il/la bambino/a e il genitore. L’età d’interesse dell’opuscolo parte dagli 0 ai 6 anni, dispiegandosi poi fino ai 13 anni. Ovviamente si parte con una serie di quesiti rivolti ai giovani genitori sull’opportunità di pubblicare foto del proprio cucciolo, ricordando che qualunque traccia postata sul Web rimane per sempre. L’anno di conclusione non è scelto a caso, in quanto il nuovo codice della Privacy italiano (decreto 101/18) attribuisce una certa maturità e autonomia al ragazzo.
Di un certo interesse i consigli in caso di adescamento online, rivelato dal proprio figlio

Eccoli

1) Mantieni la calma
2) Lascialo parlare e chiedigli di essere riservato con gli amici
3) Fai domande senza giudicare
4) Non colpevolizzare tuo/a figlio/a anche se ha sbagliato, è stato/a imprudente o impulsivo/a
5)Non cancellare foto, contatti, chat sullo smartphone/ tablet/pc di tuo figlio
6) Non sostituirti nei contatti con la persona sconosciuta
7) Recati quanto prima in un ufficio della Polizia Postale o contatta

www.commissariatodips.it

I compiti della scuola

L’istituzione scolastica può fare molto, confermando il suo ruolo di supporto alle famiglie. Se si opera in tal senso si attua il principio contenuto nei Decreti delegati di comunità educante. Occorre che gli adulti positivamente propositivi riprendano la gestione educativa dei ragazzi. L’impresa è ardua perché dall’altra parte sono presenti una serie di soggetti, agenzie che sono fortemente condizionati dal mercato. Sono il mercato che utilizza tecniche molto efficaci per conseguire lo scopo!

Fatta questa premessa, quali possono essere i possibili interventi della scuola?

Innanzitutto divulgare il vademecum attraverso il sito istituzionale, le pagine social afferenti l’Istituto. E’ importante accompagnare questa pubblicazione con qualche riga di commento o introduzione e supportare il tutto con una immagine. Lo scritto trasmette l’idea che la scuola ha a cuore il problema, l’immagine invece ricopre la funzione di attirare l’attenzione.

La pubblicazione risulta efficace se la scuola è portatrice di un progetto di contrasto al bullismo online e ai rischi della rete che si esplica attraverso incontri periodici con i ragazzi. Questi momenti possono essere  gestiti dal Referente anticyberbullismo  e dal suo gruppo di lavoro (Team antibullismo). Rispetto alla legge 71/17 (contrasto al cyberbullismo) l’azione di contrasto diventa maggiormente collegiale, riguardando non solo gli aspetti tecnico-informatici, ma anche quelli psicologici, sanitari e educativi. “il Team Antibullismo costituito dal Dirigente scolastico, dal/dai referente/i per il bullismo-cyberbullismo, dall’animatore digitale e dalle altre professionalità presenti all’interno della scuola (psicologo, pedagoista, operatori socio-sanitari)” (Nuove linee guida, 13 gennaio 2021).

La diversificazione e la complessità dei fenomeni richiede però di salire di livello, coinvolgendo altri piani del contesto sociale. Ecco quindi l’affiancamento del “Team per l’Emergenza, anche tramite le reti di scopo, integrato da figure specializzate del territorio, per favorire il coinvolgimento delle altre agenzie educative e di tutela dei minori, delle forze dell’ordine, dei servizi sanitari, delle strutture educative. “

È possibile arricchire il progetto della scuola, proponendo ai ragazzi il corso per il patentino all’uso dello smartphone, seguendo il filo conduttore dei tre moduli: 1) conosco il mio device; 2) come uso il mio device e le applicazioni; 3) mi proteggo. il progetto è stato avviato con successo nelle regioni del Piemonte e dell’Umbria. Nulla impedisce però alle singole scuole (meglio se consorziate) di stipulare un patto educativo con l’ente locale o l’Usr per dare anche un minimo di validità giuridica al patentino.

Queste e altre possono essere le iniziative della scuola. Il problema sono i genitori. Quasi sempre assenti su questo fronte, salvo poi prendere consapevolezza del problema, quando il proprio figlio è coinvolto.

Gli incontri ad hoc per loro, quasi sempre raccolgono una scarsa adesione. Per bypassare questa criticità si possono proporre delle “finestre” all’interno di momenti di maggior presenza come le interclassi, gli incontri di classe…

Concludendo, occorre evitare che i nostri ragazzi siano educati dal Web, dai massmedia o dal tam tam dei coetanei.

È urgente che i genitori si riprendano educativamente i propri figli. Le alternative sono spesso drammaticamente sotto i nostri occhi

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