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Stipendio, da marzo torna decurtazione per addizionali Irpef: ecco Regione per Regione le aliquote 2021

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Addizionale regionale all’Irpef, le aliquote sono diverse Regione per Regione e si basano in molte di esse sugli scaglioni Irpef.

Una imposta aggiuntiva all’Irpef destinata alla Regione di residenza, questa è l’addizionale regionale. Nel grande contenitore che è l’Imposta sul reddito delle persone fisiche ci sono infatti due imposte aggiuntive che gravano sui lavoratori sia autonomi che dipendenti. Infatti oltre all’addizionale regionale all’Irpef c’è anche l’addizionale comunale.

Sia l’addizionale comunale che regionale, sono  imposte che si applicano al reddito complessivo determinato ai fini dell’Irpef normale, quella nazionale. Ed alla stregua dell’Irpef vera e propria, entrambe le addizionali sono dovute  per lo stesso anno di imposta, cioè quello precedente a quello in cui si presenta la dichiarazione dei redditi.

Si tratta di due voci che ogni mese i lavoratori dipendenti trovano come trattenuta sulla busta paga. Per i lavoratori autonomi invece, con i conguagli fiscali ce si effettuano con le dichiarazioni dei redditi, oltre a calcolare l’Irpef da pagare si calcola anche l’ammontare delle due addizionali. Oggi ci focalizziamo sull’addizionale regionale, iniziando dal dire che ogni singola Regione (ma anche ogni Provincia autonoma) nei limiti stabiliti dalla normativa fiscale vigente, può scegliere l’aliquota da applicare.

Addizionale regionale Irpef, aliquote e differenze da Regione a Regione

La diversità di aliquota che ogni Regione è autorizzata ad applicare (entro la soglia massima prevista dalla legge) può generare confusione nei lavoratori. Per la verifica circa l’aliquota applicata il sito di riferimento è quello istituzionale del Dipartimento delle Finanze, cioè www.finanze.gov.it.

Per quanto riguarda l’addizionale si deve fare riferimento all’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza e non da quella dove l’attività lavorativa è svolta. A parità di mansione e di inquadramento contrattuale ed a parità di anzianità di servizio e di composizione del nucleo familiare, l’addizionale può incidere sullo stipendio mensile di un lavoratore dipendente producendo una differenza di netto in busta in base alla Regione di residenza ed alla relativa aliquota applicata.

Le aliquote 2021 e i dati del Dipartimento

Ogni anno è facoltà di ogni Regione deliberare sulle aliquote da applicare per l’addizionale regionale all’Irpef. Molte Regioni quest’anno, sono arrivate alla conclusione di confermare le stesse aliquote dello scorso anno.

Lo si evince dai dati pubblicati sul sito prima citato, quello del Dipartimento delle Finanze che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel dettaglio si evince che la Regione dove i contribuenti sono assoggettati ad una aliquota di addizionale regionale più bassa resta il Friuli Venezia Giulia, con 0,70% di aliquota per i redditi che rientrano nel primo scaglione Irpef e 1,23% per tutti gli altri scaglioni (gli scaglioni Irpef in tutto sono 5 con il primo che riguarda contribuenti con redditi annui fino a 15.000 euro).

È quanto emerge dai dati 2021 relativi all’imposta, pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF. Sul portale istituzionale del Dipartimento si legge che sono in totale 7 le Regioni che hanno adottato una aliquota unica per la loro addizionale, e sono Abruzzo, Calabria, Campania, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto.

E se in Friuli solo il primo scaglione reddituale ha una aliquota diversa e naturalmente più bassa rispetto agli altri, in Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, le aliquote applicate sono diverse e progressive (salgono con il salire del reddito) e seguono gli scaglioni Irpef.

Le aliquote Regione per Regione

Nello specifico vediamo le aliquote applicate regione per Regione. In Basilicata 1,23% per i primi tre scaglioni di reddito, 1,73 per il quarto scaglione e 2,33 per il quinto. In Abruzzo e Calabria aliquota unica fissata all’1,73%, mentre in Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta e Veneto aliquota unica fissata all’1,23%. In Campania invece, aliquota unica a 2,03%.

Nella Provincia autonoma di Bolzano 1,23% per i primi 4 scaglioni (redditi fino a 75.000 euro) e 1,73% per il quinto scaglione. Nell’altra Provincia autonoma, quella di Trento, 1,23% per i primi tre scaglioni (fino a 55.000 euro) e 1,73 per gli ultimi due scaglioni.

In Emilia Romagna aliquote diverse per tutti e 5 gli scaglioni, rispettivamente pari all’1,33%, 1,93%, 2,03%, 2,23% e 2,33%.

Come dicevamo, in Friuli aliquota 0,70% per ilo primo scaglione ed 1,23% per tutti gli altri. Nel Lazio invece, 1,73% per il primo scaglione, 2,73% per il secondo, 2,93% per il terzo, e rispettivamente 3,23% e 3,33% per gli ultimi due. In Liguria invece, 1,23%, 1,81%, 2,31%, 2,32% e 2,33%. In Lombardia 1,23%, 1,58%1,72%, 1,73% ed 1,74%.

Per la Regione Marche, 1,23% per il primo scaglione  e poi a salire 1,53%, 1,70%, 1,72% ed 1,73%. Nel Molise 1,73%, 1,93%, 2,13%, 2,23% e 2,33%. In Piemonte 1,62%, 2,13%, 2,75%, 3,32% e 3,33%.

Nella Regione Puglia 1,33%, 1,43%, 1,71%, 1,72% ed 1,73%. In Toscana invece 1,42%, 1,43%, 1,68%, 1,72% ed 1,73%. In Umbria 1,23% solo per il primo scaglione e poi per gli altri 4 rispettivamente, 1,63%, 1,68%, 1,73% ed 1,83%.

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