Addio a tetto alunni per classe nelle private? Polemica tra Repubblica e ilSussidiario

di redazione
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red – Il MIUR, con nota prot.n. 4334 del 24 giugno 2011, ricorda che il Tar ha dato ragione alle associazioni di categoria stralciando l’art.1, comma 6, lettera f), del D.M. n.267 del 29.11.2007 che prevedeva un numero di alunni non inferiore ad 8 per ottenere la parità. Sentenza, anzi sentenze alle quali il MIUR non si è appellato. Esplode la polemica. Secondo Repubblica aumenterà il "docente in nero". Secondo ilSussidiario non è cambiato nulla.

red – Il MIUR, con nota prot.n. 4334 del 24 giugno 2011, ricorda che il Tar ha dato ragione alle associazioni di categoria stralciando l’art.1, comma 6, lettera f), del D.M. n.267 del 29.11.2007 che prevedeva un numero di alunni non inferiore ad 8 per ottenere la parità. Sentenza, anzi sentenze alle quali il MIUR non si è appellato. Esplode la polemica. Secondo Repubblica aumenterà il "docente in nero". Secondo ilSussidiario non è cambiato nulla.

Secondo Repubblica saltato definitivamente qualsiasi limite per il numero minimo di alunni per classe la conseguenza "insegnanti in nero" è automatica. Infatti, il parametro degli 8 alunni per classe era stato inserito da Fioroni perchè, con un numero inferiore di alunni, le rette richieste ai genitori non consentono ai gestori di pagare neppure gli insegnanti. E ad avvalorare il fenomeno viene citata una ricerca dell’Istat che mette in evidenza come tra le attività economiche che si avvalgono del lavoro in nero ci sia anche l’istruzione, addirittura con un più 10,5 per cento dal 2008 al 2009. Un dato che, ovviamente, riguarda le scuole statali.

Da parte avversa, ilsussidiario.net, risponde accusando il quotidiano di "disinformacjia". La sentenza del TAR, infatti, "non intende affatto favorire – leggiamo dall’articolo – le scuole ‘private’, ma semplicemente impedire che una norma di fonte inferiore annulli o ne modifichi una di fonte gerarchicamente superiore". Infatti, "i requisiti per ottenere il riconoscimento della parità sono stati fissati, una volta per tutte, dalla L.62/2000 (firmata dal Ministro Berlinguer…), e non contemplano affatto la sussistenza di un numero minimo o massimo di alunni per classe." "Il requisito del numero minimo è previsto invece dal Decreto Ministeriale che annualmente ribadisce i criteri e i parametri per l’assegnazione dei contributi alle scuole paritarie. Quello di quest’anno (il DM 25/2011), per esempio, prevede ancora una volta che i contributi siano destinati “alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, in possesso del riconoscimento di parità nell’anno scolastico”, ma che comunque siano erogati solo in presenza di classi formate da un minimo di 8 alunni per le secondarie, 10 per le primarie, 15 per le sezioni dell’infanzia. Dunque: una scuola può essere paritaria ma non accedere ai contributi, qualora abbia classi formate da un numero di alunni inferiore a quanto previsto dai decreti ministeriali."

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