Addio concorso. Anche i dirigenti per chiamata diretta? Il timore è della FLCGIL

di Anselmo Penna
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Non dovrebbero fare obiezioni le varie associazioni dei dirigenti se la notizia divulgata dalla FLCGIL dovesse rilevarsi fondata, dato che il principio ricalca in parte la "scelta della squadra per le scuole".

Non dovrebbero fare obiezioni le varie associazioni dei dirigenti se la notizia divulgata dalla FLCGIL dovesse rilevarsi fondata, dato che il principio ricalca in parte la "scelta della squadra per le scuole".

Il sindacato FLCGIL ha pubblicato un commento ad alcune dichiarazioni del Premier, anche se non se ne riporta il testo e la circostanza durante la quale sarebbero state pronunciate, secondo le quali "la selezione dei dirigenti scolastici per concorso pubblico non esisterà più".

D’ora in poi il dirigente dell’USR sceglierà a sua discrezione super professori con incarico triennale per dirigere le scuole.

"La scelta dei dirigenti/presidi avverrà – secondo l'interpretazione della FLCGIL – per scelta diretta del potere politico amministrativo".

Una sorta di chiamata diretta dei dirigenti scolastici, i quali, a loro volta, avrebbero facolta di scegliersi i docenti nelle scuole.

"Desta sospetto – continua il commento il fatto che nel testo del  DDL  che circola in rete (che poi sarebbe quello messo a disposizione da OrizzonteScuola la settimana scorsa) non si faccia menzione dei concorsi da bandire per assumere i dirigenti scolastici."

Una piramide, dunque, centralizzata, altro che autonomia, quella elaborata da Renzi per quanto riguarda la scelta del personale: dal Ministero i dirigenti, dai dirigenti i docenti.

Forse, ha ragione chi sostiene che una vera autonomia sarebbe la nomina per concorso di un dirigente che si occupi degli aspetti manageriali e di un preside eletto dal corpo docente che si occupi delle questioni didattiche.

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