Addio al mezzo voto e un compito in classe valutato da un team di docenti. All’ultimo anno delle superiori studiare solo il Novecento: il piano di una scuola di Milano

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L’autonomia scolastica a volte riesce a scatenare la fantasia e da questa, spesso, arrivano proposte innovative. Ad esempio, al liceo Carducci di Milano, un Ds sta provando a portare avanti una serie di progetti di cambiamento.

Una delle novità, riporta Il Corriere della Sera, riguarda la valutazione. Il preside propone di  eliminare il mezzo voto e introdurre, una volta l’anno, per ogni materia, un compito in classe elaborato e valutato da un team di insegnanti, “perché è ingiusto che il 6 con Tizio valga l’8 con Caio”, spiega il preside Andrea Di Mario.

Il collegio sarà chiamato anche a decidere se mutare alcuni aspetti di alcuni insegnamenti, specialmente Letteratura e Storia.

In particolare, il Ds propone di far studiare al quinto anno di scuola superiore solo ed esclusivamente il Novecento: “Non è pensabile che a ottobre del quinto anno si stia ancora studiando Manzoni o Foscolo. L’ultimo anno va dedicato interamente al Novecento, alle radici del mondo contemporaneo. La scuola italiana è legata alla storia, si fa storia della letteratura più che letteratura, si procede cronologicamente come l’indice dei libri. E i licei, in questo senso, sono più indietro degli itis e dei professionali, più abituati a problematizzare le materie, a portarle nel contemporaneo”, ha detto il ds.

Altre proposte: anticipare le gite ai primi giorni dell’anno scolastico per permettere di costruire al meglio il gruppo; inserire nell’insegnamento della matematica compiti di realtà, o invece per l’inglese lo studio di microlingue scientifiche e professionali.

“Molto di ciò che viene enunciato al Carducci c’è già – commenta il dirigete del Carducci di Milano – solo che non è proposto in maniera strutturale. Magari viene attuato da alcuni consigli di classe e da altri no”.

“Con questo atto – prosegue – si valorizza la professionalità e lo spirito di ricerca dei miei insegnanti: ne abbiamo un gruppo straordinario e che è la maggioranza. Senza questi docenti io non potrei fare nulla. Il loro lavoro si vede nei numerosissimi progetti che attuiamo ogni anno. E i risultati li vediamo anche nelle richieste di trasferimento da altri licei al Carducci: quest’anno ne ho 89, e solo 15 richieste in uscita”.

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