Ad maiora ai diplomandi dell’IISS Carlo Urbani. Lettera

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Inviata da Samuela Pallottini – Arrivano “piccoli” i nostri ragazzi, spauriti e curiosi, con la voglia di iniziare un percorso “da grandi” com’è quello della Scuola Superiore. Da dietro le cattedre li scrutiamo crescere al nostro fianco, superando spesso le nostre altezze e guardandoci timidamente dall’alto.

Capita di arrabbiarsi con loro, loro che sono capaci di scontri cruenti ma anche di alleanze salde e durature. Che sia quinquennale o di durata inferiore il nostro viaggio accanto a loro è variegato, faticoso, stimolante e coraggioso. Coraggioso non solo nel suo dipanarsi, ma soprattutto alla fine, quando lasciarli andare diventa un’impresa titanica. È come spezzare un ramo da una pianta: ce ne saranno altri ma nessuno sarà uguale all’altro.

Allora, accanto alla soddisfazione di vederli felici per i risultati raggiunti oppure delusi da un esame che “poteva andare meglio”, prendiamo fiato per dire loro che ci mancheranno.

Ci mancheranno quando le loro sagome non transiteranno lungo i corridoi, quando entreremo nella loro aula ma troveremo altri volti, quando il nostro primo giorno di scuola non sarà più il loro primo giorno. Ci mancheranno nelle gite faticosamente indimenticabili, quando li osserviamo da una prospettiva nuova, privilegiata, spesso senza filtri.

Daniel Pennac dice che gli insegnanti devono amare con curiosità antropologica quella tribù di alunni che ogni mattina si trovano di fronte; aggiungerei che ciò è inevitabile per chi fa questo mestiere con passione e dedizione indefesse, sapendo che dietro l’attesa della nostra entrata in classe si nasconde la speranza che ripongono in noi.

Usando proprio le parole di Pennac, a questa tribù dell’IISS “Carlo Urbani”, che dal Settembre del 2018 ha riempito i nostri giorni, auguriamo di “spiccare il volo” portandosi dietro gli insegnamenti ed i valori saldamente appresi negli anni. Anni in cui hanno sperimentato sì la fatica, ma anche la soddisfazione dei risultati raggiunti. I loro volti, le loro parole, i loro passi rimarranno indelebili in chi li ha accompagnati dal loro primo incerto ingresso a scuola, all’ultima baldanzosa uscita da essa.
Ad Maiora…semper!

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