Ad Ascani delega edilizia scolastica: edifici più sicuri, belli e accoglienti

di redazione
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Alla neo viceministro dell’istruzione, università e ricerca del Governo Conte, Anna Ascani, Fioramonti affida la delega sull’edilizia scolastica.

Fioramonti ha annunciato che mi affiderà la delega sull’edilizia scolastica. Responsabilità enorme che cercherò di onorare insieme alle scuole, enti locali, associazioni e famiglie. Per avere edifici più sicuri, belli, accoglienti. All’altezza delle sfide di oggi e domani” ha scritto Ascani su Twitter.

Così, con un post su Facebook, la viceministro Miur descrive la delega: “Scuole inagibili, assenza di certificazioni, distacchi di intonaco, crolli. Addirittura un crollo ogni tre giorni, come ha calcolato il Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola presentato ieri a Roma e a cui ho partecipato col ministro Lorenzo Fioramonti. Insomma, una situazione di emergenza vera che colpisce uno dei luoghi più importanti della nostra società: la scuola. Un’emergenza di cui sento ancora di più il peso, visto che proprio ieri, in quella sede, il ministro ha annunciato che mi affiderà la delega sull’edilizia scolastica. Una responsabilità enorme che cercherò di onorare insieme a scuole, enti locali, associazioni e famiglie. Perché avere edifici più sicuri, belli, accoglienti, senza barriere architettoniche, ad impatto zero, deve essere un obiettivo comune.
Il MIUR farà la sua parte con una task force dedicata proprio all’edilizia scolastica che partirà a breve. Il 3 Ottobre riconvocheremo l’osservatorio. E inizieremo a lavorare su una legge quadro sul modello indicato da Cittadinanza Attiva e Save the Children.
Bisogna lavorare molto per accelerare l’utilizzo dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole: i nostri governi hanno fatto moltissimo in questo senso, nello stanziamento di risorse significative che devono però essere spese. Fondi già disponibili, che per varie problematiche restano spesso fermi. Purtroppo Comuni e Province non sempre hanno sufficiente supporto tecnico per accedere ai bandi. E il Ministero deve poterli supportare direttamente.
Insomma: tanto lavoro da fare per le scuole di oggi e di domani. Dalla qualità degli ambienti di apprendimento passa la qualità dell’educazione. E dalla capacità di fare delle scuole dei luoghi aperti a tutti passa il benessere delle nostre comunità“.

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