Accordo per la costituzione delle reti di ambito: in allegato il regolamento integrativo

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Le reti d’Ambito sono un punto centrale della legge 107/2015. L’art. 1, ai commi 70 – 72, prevede l’istituzione – su impulso degli Uffici scolastici regionali – di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale, per l’espletamento di diverse funzioni e attività, inerenti tanto alla progettazione didattica quanto agli aspetti meramente amministrativi.

Tale previsione, coerente con il principio costituzionale di buona amministrazione, è un incentivo al lavoro collaborativo tra scuole, già comunque previsto e normato dal D.P.R. 275/1999 (regolamento all’autonomia scolastica).

La portata innovativa e il loro funzionamento
Per comprendere, però, in pieno la portata innovativa introdotta in materia dalla legge 107 occorre richiamare l’attenzione sul ruolo che le norme attribuiscono alle reti di ambito, che assumono la valenza di strumento organizzativo di tipo istruttorio e rappresentativo delle esigenze e delle istanze delle scuole che ne fanno parte.
Questa configurazione, che non è assolutamente lesiva dell’autonomia delle singole scuole e della loro capacità negoziale, permette di creare un livello di coordinamento istituzionale e di relazione/interlocuzione con gli Uffici amministrativi, favorendo la coesione, l’ottimizzazione delle risorse, la migliore rappresentanza di bisogni.

Compiti della rete d’Ambito
La Rete d’Ambito:

  • intercetta dalle diverse provenienze e condivide le necessarie risorse finanziarie e umane;
  • regola e formalizza i rapporti con istituzioni e stakeholder territoriali;
  • condivide informazioni sistematiche su andamenti ed esiti delle progettualità elaborata (monitoraggi, esiti, strumentazioni, best practices ecc.);
  • assume ogni determinazione necessaria (protocolli di intesa, convenzioni, condivisione di tavoli tecnici e /o operativi) all’interazione con altri soggetti territoriali per la realizzazione dei progetti.

A cosa serve un Regolamento integrativo?
Il Regolamento riguarda varie e diversificate materie tra cui:

  • i criteri e le modalità per l’utilizzo dei docenti nella Rete, nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti in materia di non discriminazione sul luogo di lavoro, nonché di assistenza e di integrazione sociale delle persone con disabilità;
  • l’introduzione di insegnamenti opzionali, specialistici, di coordinamento e di progettazione funzionali ai piani triennali dell’offerta formativa di più istituzioni scolastiche inserite nella rete;
  • i piani di formazione del personale scolastico;
  • le risorse da destinare alla rete per il perseguimento delle proprie finalità;
  • le forme e le modalità per la trasparenza e la pubblicità delle decisioni e dei rendiconti delle attività svolte;
  • la gestione comune di funzioni e di attività amministrative, come l’istruttoria sugli atti relativi a cessazioni dal servizio, pratiche in materia di contributi e pensioni, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto del personale della scuola, nonché su ulteriori atti di carattere amministrativo nell’ottica di una razionalizzazione degli adempimenti amministrativi a carico delle istituzioni scolastiche.

La normativa

  • Legge 13 luglio 2015, n 107 che all’art. 1, comma 66 prevede la suddivisione del territorio regionale in ambiti di ampiezza “inferiore alla provincia e alla città metropolitana”, quale fattore determinante per l’efficacia della governance, per raccogliere e incontrare le esigenze delle scuole che ne fanno parte, per la più efficiente distribuzione delle risorse;
  • Nota 26 gennaio 2006, prot. n. 726 del Capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con cui, in attuazione dell’art. 1, comma 66 della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono state precisate le regole per la determinazione degli ambiti territoriali;
  • Art. 1 comma 70 della legge 13 luglio 2015, n 107 dispone che gli uffici scolastici regionali promuovono la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito, da costituire entro il 30 giugno 2016;
  • “Linee guida per la formazione delle reti” adottate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con nota del 7 giugno 2016 prot. n° 2151, ove si afferma, tra l’altro, che “la rete d’ambito per prevedere per il suo razionale funzionamento anche ulteriori articolazioni interne di coordinamento tra le scuole che la costituiscono e tra le reti di scopo in essa presenti”.

Finalità del Regolamento integrativo dell’accordo per la costituzione delle reti
Il Regolamento integrativo dell’accordo per la costituzione delle reti di ambito della
ha innanzitutto come fine la costruzione della governance di ambito e provinciale, attraverso:

  • la definizione di modalità di coordinamento tra le reti di ambito presenti nella provincia finalizzate alla realizzazione ed alla gestione razionale e di scala di progettualità condivise;
  • lo sviluppo di sistemi di interazione e collaborazione all’interno della rete di ambito con altri soggetti istituzionali e con stakeholder (enti, associazioni o agenzie, università ecc.) per la configurazione e lo svolgimento di politiche e attività di specifico interesse territoriale comune.

Questo Regolamento, in esecuzione dell’art. 1, comma 70, della Legge 13 luglio 2015, n. 107 rappresenta infatti lo strumento per poter efficacemente perseguire le finalità richiamate dalla stessa Legge all’art.1, comma 7 attraverso la costituzione di reti di ambito, per le quali si adotta un modello di accordo condiviso tra le scuole degli ambiti in cui si articola la provincia.

La Rete come elemento di riferimento
La Rete, in qualità di rappresentante dell’autonomia delle istituzioni scolastiche dell’ambito nel rapporto con l’Ufficio Scolastico Regionale e con le sue articolazioni territoriali, si configura quale elemento di riferimento e di coordinamento in relazione alle diverse finalità individuate quali prioritarie per l’ambito, come anche, ad esempio, per la razionalizzazione di pratiche amministrative e di tutti quegli atti non strettamente connessi alla gestione della singola istituzione scolastica (comma70).

La Rete, quindi, in funzione delle finalità sopra elencate:

  • intercetta dalle diverse provenienze e condivide le necessarie risorse finanziarie e umane;
    regola e formalizza i rapporti con istituzioni e stakeholder territoriali;
  • condivide informazioni sistematiche su andamenti ed esiti delle progettualità elaborata (monitoraggi, esiti, strumentazioni, best practices ecc.);
  • assume ogni determinazione necessaria (protocolli di intesa, convenzioni, condivisione di tavoli tecnici e /o operativi) all’interazione con altri soggetti territoriali per la realizzazione dei progetti;
  • interagisce, ove necessario o utile al perseguimento delle finalità della rete con altre reti territoriali di ambito”.

La governance di ambito
La designazione dell’istituzione scolastica “capo-fila” che deve essere retta da un dirigente scolastico titolare nell’istituzione stessa, ha la durata di tre anni scolastici. La designazione mantiene la prevista durata di un triennio anche in caso di cambiamento del dirigente rappresentante legale dell’istituzione scolastica “capo-fila” per mobilità o pensionamento. Tale designazione può essere modificata dalla Conferenza dei dirigenti scolastici durante il triennio solamente qualora la scuola “capo-fila” risulti assegnata in reggenza a dirigente titolare di altra istituzione scolastica o su motivata richiesta del dirigente titolare della scuola “capofila”. Ogni avvicendamento di istituzione scolastica “capo-fila” diviene operativo all’inizio di anno scolastico.

Competenze del Presidente e Vicepresidente della rete d’ambito
Il Presidente della rete di ambito:

  • assume la legale rappresentanza della Rete;
  • convoca e presiede la Conferenza dei dirigenti scolastici dell’ambito e cura l’esecuzione diretta o indiretta delle relative deliberazioni;
  • convoca e presiede – se costituito – il Gruppo di coordinamento dell’ambito e cura l’esecuzione diretta o indiretta delle relative deliberazioni;
  • assicura il collegamento tra la rete di ambito, il Direttore Generale dell’USR, il Dirigente dell’Ufficio Ambito territoriale e i Presidenti delle altre reti di ambito della provincia;
  • stipula, su delibera generale della Conferenza dei dirigenti scolastici del proprio ambito, contratti di prestazione d’opera, protocolli d’intesa e/o convenzioni con soggetti privati e pubblici, al fine di rendere operative le iniziative decise.

Il Vicepresidente della Rete di ambito è nominato in prima seduta tra i dirigenti scolastici degli istituti del ciclo diverso da quello dell’istituto del presidente ed assume i seguenti compiti:

  • coadiuva il Presidente, con particolare attenzione a materie e progetti inerenti il ciclo di propria competenza;
  • lo sostituisce in caso di assenza o per delega motivata.

Macrotemi comuni alle reti di ambito
Questi i macrotemi delle reti d’Ambito:

  • Formazione in ambito sicurezza del personale della scuola e cultura della sicurezza delle figure sensibili all’interno del personale della scuola [docenti ed ATA];
  • Generazione e formalizzazione progressiva, a partire dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee guida vigenti, dei curricula anche in relazione alle connesse certificazioni;
  • Successo formativo e riduzione della dispersione scolastica nell’ambito: organizzazione e gestione di azioni finalizzate ad un consapevole orientamento tra scuola secondaria di I e II grado, all’orientamento in itinere all’interno della secondaria superiore, all’ingresso nel mondo del lavoro ed universitario. Monitoraggio offerta formativa delle scuole superiori dell’ambito in vista di eventuali razionalizzazioni /modifiche della stessa;
  • Sistema nazionale di valutazione: supporto alle istituzioni scolastiche nella stesura di Rapporto di autovalutazione e Piano di Miglioramento e nella gestione triennale del PdM;
  • Integrazione scuola lavoro: gestione alternanza e tirocini formativi [formazione sulla sicurezza degli studenti – elaborazione modulistica standard – predisposizione di linee guida per le scuole coinvolte];
  • orientamento post diploma e post qualifica, placement, PTP e ITS-IFTS;
  • Programmazione e monitoraggio delle iniziative a favore dell’utenza debole e con “bisogni educativi speciali” [stranieri, allievi disabili, DSA];
  • Promozione delle nuove tecnologie nella didattica (formazione dei formatori, azioni progettuali) e nell’organizzazione amministrativo-contabile;
  • Educazione alla legalità, alla cittadinanza, alla salute;
  • Internazionalizzazione dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche [potenziamento della conoscenza e dell’uso delle lingue straniere, anche esterne all’UE negli istituti comprensivi e secondari superiori; promozione della mobilità internazionale di docenti e studenti; supporto alla certificazione CLIL dei docenti per l’attuazione dei DPR istitutivi dei nuovi licei e tecnici];
  • Formazione e aggiornamento del personale (dirigenti, docenti ed ATA), anche in sinergia con altre reti, di scopo e generaliste e con ASAB.

Il Regolamento

Tutti gli Ambiti, o quasi, per la verità, hanno adottato un regolamento funzionale alla loro attività. Ve ne sono alcuni più funzionali e meglio strutturati di altri. Uno tra questi quello dell’Ambito territoriale RM015 con scuola capofila Liceo scientifico “Vito Volterra” che rappresenta un ottimo punto di partenza per uno strumento regolamentare agile e funzionale.

Regolamento Rete Ambito

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