Accompagnare studenti ad una gita è un incubo. Lettera

di redazione
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L’esperienza delle gite scolastiche è un vero e proprio incubo per gli insegnanti che spesso si rifiutano di parteciparvi per le troppe responsabilità che ricadono sulle loro spalle.

Con una generazione di alunni indisciplinati, molti docenti preferiscono declinare la partecipazione alle gite scolastiche, in quanto il carico di responsabilità è veramente pesante. Perché non li accompagnano i genitori i propri figli in gita scolastica così si rendono effettivamente conto delle marachelle che combinano?

Perché gravare il docente di una responsabilità educativa che non gli pertiene e deve essere assolta dal genitore? Ormai si è capito che i genitori sono deresponsabilizzati e vogliono dare le colpe delle loro mancanze educative dei figli agli insegnanti. Infatti non immaginano minimamente quanto caos causano gli alunni durante il viaggio d’istruzione: urlano, sporcano, imbrattano, gettano cartacce nel pulman costringendo il conducente a rimproverarli aspramente e stare incollati al cellulare. Sarebbe il caso di eliminare le gite scolastiche tanto altro non sono che viaggi di distruzione, altro che istruzione.

I ragazzi vogliono andare in gita solo per divertirsi e quindi la gita scolastica perde la sua finalità istruttiva. In poche parola il viaggio d’istruzione rappresenta un momento dell’anno scolastico per sentirsi liberi, importanti e già adulti. Della sua finalità istruttiva non importa nulla.

In una grave fase di emergenza educativa accompagnare i ragazzi in gita scolastica è un’impresa difficile. Spesso gli alunni non sono gestibili nelle classi, figuriamoci quando si trovano in luoghi aperti? E poi i danni che compiono alle strutture alberghiere dove pernottano perché li deve pagare la scuola. Facciamoli pagare ai genitori perché quando si troveranno a mettere mano ai portafogli ci penseranno tre volte a mandare in gita il figlio.

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