Accoglienza alunni non italofoni: un esempio di protocollo per l’accoglienza

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Il protocollo di accoglienza di alunni non italofoni è un documento che fornisce, nelle scuole che se ne dotano, le indicazioni operative contenute nella normativa vigente in materia di minori non italofoni.

Tale documento intende presentare un modello di accoglienza che offra una modalità pianificata per affrontare l’inserimento scolastico degli alunni non italofoni.

Il protocollo – come si legge nell’ottimo documento dell’ICS “Octavia” diretto dal dirigente scolastico prof.ssa Simona D’Alessio – vuole essere un punto di partenza comune e condiviso in quanto strumento di lavoro, può essere integrato e rivisto secondo le esigenze e le risorse della scuola.

La normativa

  • D.lgs. 286 del 1998 sull’iscrizione dei minori stranieri;
  • DPR 394 del 1999 Viste le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri (2014);
  • Indicazioni Nazionali per il Curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (2012) che sostiene un modello interculturale di scuola;
  • ‘Diversi da chi’ trasmesso con nota MIUR 9.9.2015 Prot. n. 5535 in cui si comunicano le dieci raccomandazioni operative per l’integrazione degli alunni neoarrivati in Italia.

Finalità del protocollo per alunni non italofoni

Mediante il Protocollo di Accoglienza, il Collegio Docenti si propone di:

  • Definire pratiche condivise all’interno dell’Istituto in tema di accoglienza di alunni non italofoni
  • Facilitare l’ingresso a scuola degli alunni di altre nazionalità nel sistema scolastico e sociale e sostenerli nella fase di adattamento al nuovo contesto
  • Favorire un clima di accoglienza e attenzione alla relazione in modo tale da prevenire ed eventualmente rimuovere i possibili ostacoli offrendo così pari opportunità.
  • Agevolare la formazione di un contesto propizio all’incontro tra varie culture.
  • Attuare le condizioni per stimolare e permettere la relazione con la famiglia di origine.
  • Promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole, e anche tra scuola e territorio, sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale, nell’ottica di un sistema formativo integrato.

A chi si rivolge il protocollo

A chi si rivolge il protocollo? Come è evidenziato nell’ottimo Protocollo dell’ICS “Octavia” di Roma diretto magistralmente dal dirigente scolastico prof.ssa Simona D’Alessi si rivolge a:

  • Studenti con problematiche interculturali e integrazione
  • Alunni con cittadinanza non italiana
  • Alunni con ambiente familiare non italofono
  • Minori non accompagnati
  • Alunni figli di coppie miste
  • Alunni arrivati per adozione internazionale
  • Alunni rom, sinti e caminanti e di numerose altre molteplici culture che sono venute a contatto con il nostro territorio nazionale a causa delle frequenti migrazioni specie dal Sud e dall’Est del Mondo.

Organizzazione del protocollo

Il protocollo delinea prassi condivise di carattere:

  • Amministrativo e burocratico (iscrizione)
  • Comunicativo e relazionale (prima conoscenza)
  • Educativo – didattico (proposta di assegnazione alla classe, accoglienza, alfabetizzazione in italiano, educazione interculturale, successo formativo)
  • Sociale (rapporti e collaborazione con il territorio).

Interventi nell’area comunicativo-relazionale

La gestione dell’accoglienza richiede la partecipazione di tutto il personale scolastico e la creazione di una commissione che si occupi della relazione con i genitori, con il territorio.

La Commissione “Nuovi Arrivati in Italia (NAI)”

La Commissione “Nuovi Arrivati in Italia (NAI)”:

  • cura le attività destinate agli alunni non italofoni anche attraverso l’uso di materiali bilingue reperibili sul sito “Cestim studi immigrazione”
  • interviene da supporto rispetto alle difficoltà incontrate dagli studenti e dalle loro famiglie su segnalazione e in collaborazione con i docenti di classe
  • si avvale della collaborazione di alunni della classe o dell’istituto, che possano svolgere la funzione di tutor o supporto, possibilmente della stessa nazionalità dell’alunno da inserire come nuovo iscritto (NAI)
  • monitora i risultati ottenuti, in itinere e in fase conclusiva dell’anno scolastico.
  • Le fasi e le modalità di accoglienza Le attività indicate per alunni neo-arrivati – prevede il protocollo dell’ICS “Octavia” diretto dal dirigente scolastico prof.ssa Simona D’Alessio – sono:

    Prima alfabetizzazione: Durante la prima fase, gli sforzi e l’attenzione privilegiata sono rivolti all’acquisizione della lingua per comunicare (A1 -A2). Lo studente deve essere sostenuto nelle attività di comprensione, produzione orale, creazione di un lessico di base, acquisizione di tecniche di letto-scrittura.

  • Fase “ponte”: di accesso all’italiano dello studio: continua e si amplia l’acquisizione della lingua per la comunicazione interpersonale di base (A2-B1) e si inaugura l’apprendimento dei contenuti disciplinari comuni, a partire dalle materie a minor carattere “verbale”, contando su strumenti mirati quali glossari bilingui e testi semplificati e linguisticamente accessibili.
  • Fase “della facilitazione linguistica: alunno non italofono segue il curricolo comune ai pari e viene sostenuto attraverso forme di facilitazione didattica e linguistica (B1-B2): Lavoro all’interno della classe nelle varie discipline; Supporto didattico.

Adempimenti nell’area educativo-didattica

L’inserimento nelle classi degli alunni non italofoni: la Proposta della classe

La Commissione, informata dalla segreteria dell’iscrizione dell’alunno, propone l’assegnazione alla classe idonea con le seguenti azioni:

  • visiona e riflette sulla documentazione prodotta, sulle disposizioni legislative, sulle informazioni raccolte, sugli esiti delle prove d’ingresso (vedi allegati) e sulle conoscenze, competenze e abilità tenendo conto dell’età anagrafica;
  • cura l’inserimento in una classe di coetanei, là dove possibile, favorendo i rapporti “tra pari” al fine di prevenire il rischio di dispersione scolastica.
  • tiene conto dei livelli di conoscenza della lingua italiana per una valutazione dell’inserimento anche in una classe inferiore al fine di favorire il miglior processo di apprendimento e integrazione.

Scelta della sezione.

La Commissione valuta la scelta della sezione in base ai seguenti criteri a favore di un beneficio per l’inserimento:

  • inserimento degli alunni nelle classi, evitando di formare classi o sezioni con predominanza di alunni non italofoni
  • presenza di altri alunni provenienti dallo stesso paese poiché può essere un freno all’apprendimento della lingua italiana (in altri casi però può rappresentare anche una sorta di sostegno positivo)
  • criteri di rilevazione della complessità delle classi (disagio, dispersione, disabilità, rendimento, ecc.).

Indicazioni al team/consiglio di classe per l’accompagnamento a scuola: prima accoglienza nelle classi

Il Team o docente coordinatore, informato dalla Commissione, –si legge nel brillante Protocollo per alunni non italofoni dell’ICS “Octavia” diretto dal dirigente scolastico prof.ssa Simona D’Alessio – relaziona al consiglio di classe sul nuovo inserimento:

  • l’insegnante in servizio accoglie il nuovo alunno e lo presenta alla classe;
  • gli insegnanti coinvolgono i ragazzi nell’attivare forme di comunicazione e modalità di condivisione per facilitare l’inserimento;
  • gli insegnanti si impegnano a concretizzare situazioni che favoriscano un clima classe di collaborazione in cui tutti sono coinvolti nell’accoglienza;
  • sarà possibile avvalersi di strumenti e figure di facilitazione linguistica (cartelloni, alfabetieri, carte geografiche, testi semplificati, strumenti audiovisivi o multimediali) per promuovere la capacità dell’alunno a sviluppare la lingua per comunicare e successivamente della lingua per studiare.

Compiti del team/consiglio di classe

I compiti del team/consiglio di classe sono:

  • Nomina un insegnante tutor al fine di favorire l’integrazione del nuovo alunno nella classe;
  • Individua modalità di semplificazione e/o facilitazione linguistica per ogni disciplina, da utilizzare affinché l’alunno acquisisca i concetti, in forma orale/scritta, anche con una minima conoscenza dell’italiano;
  • Appronta percorsi individualizzati per l’alunno non italofono (PDP) utilizzando gli allegati per la valutazione delle competenze linguistiche (per gli alunni iscritti prima dell’approvazione del protocollo);
  • Assume informazioni sui percorsi di alfabetizzazione o consolidamento linguistico al fine di promuoverne l’attivazione a scuola, entro i limiti delle risorse disponibili (docenti con ore a disposizione, progetti di istituto, finanziamenti e fondi particolari su progetto, volontariato …), in orario scolastico ed extra scolastico, con la previsione della possibilità di uscita dal gruppo classe per interventi individualizzati di supporto, rivolti anche ad alunni non italofoni di altre classi (Circolare del 19.02.2014);
  • Predispone percorsi di recupero per gli alunni delle classi prime provenienti da famiglie con difficoltà nella conoscenza della lingua italiana;
  • Mantiene i contatti, tramite il tutor, con i docenti che seguono l’alunno nelle attività di recupero.

La valutazione degli alunni non italofoni

La valutazione finale, pur essendo momento essenziale del percorso didattico, sarà operata tenendo conto dei parametri interni dell’Istituto (valutazione sommativa), ma anche delle eventuali condizioni di svantaggio linguistico e di disagio relazionale, tale valutazione sarà quindi sarà effettuata con maggiore flessibilità e individualizzazione (valutazione formativa). La valutazione dei minori non italofoni, pertanto, deve tenere conto del percorso fatto all’interno della scuola, per i quali può essere previsto l’elaborazione di un piano educativo personalizzato

Il Team docenti/Consiglio di Classe

Il Team docenti definisce, attraverso passaggi condivisi, gli interventi, le modalità e le strategie didattico-educative per l’alunno non italofono:

  • Nel caso di alunni non italofoni di recente immigrazione che si trovino in condizioni di evidente svantaggio per una conoscenza più o meno limitata della lingua italiana, il team docenti/consiglio di classe opera affinché gli alunni possano essere valutati in quegli aspetti delle discipline che non comportano necessariamente l’uso della lingua italiana come nel caso di: Educazione fisica, chimica, matematica, lingua straniera, disegno.
  • Nel caso di alunni non italofoni con una buona conoscenza di una lingua straniera facente parte del piano di studi dell’istituto, la si potrà utilizzare nel corso del primo quadrimestre come lingua veicolare per l’acquisizione dei contenuti e l’esposizione degli stessi.
  • Riguardo alle discipline i cui contenuti sono necessariamente collegati all’uso della lingua e presentano quindi maggiori difficoltà a livello comunicativo, il Team docenti/Consiglio di Classe valuterà gli alunni in base alle competenze iniziali registrate nel PDP.

I documenti

Per ciascun alunno non italofono saranno predisposti i PDP contenenti:

  • Scheda di presentazione alunni non italofoni : foglio notizie e primo colloquio con la famiglia; raccolta informazioni sul percorso scolastico pregresso
  • Griglia delle competenze iniziali: rilevazione del livello linguistico nella lingua italiana.

PROTOCOLLO PER ALUNNI NON ITALIOFONI

 suggerimenti pratici

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