Accoglienza alunni esuli: un esempio innovativo di protocollo alla luce della nota ministeriale del 14 aprile

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Il protocollo di accoglienza alunni esuli, che pochissimi istituti hanno realizzato in questa sua strutturazione pedagogica, metodologica e epistemologica, una volta strutturato deve essere inserito nel PTOF con delibera del collegio e del Consiglio di Istituto.

Ci occuperemo, nell’articolo, di quello del ciclo di base, nella considerazione del caso che il maggior numero di alunni ucraini è stato accolto proprio tra la Primaria e la Secondaria di I Grado.

Il protocollo di accoglienza alunni esuli è uno strumento di lavoro condiviso dai tre ordini di scuola che deve essere integrato e rivisto secondo le esigenze che emergeranno su base delle esperienze realizzate, delle esigenze e delle risorse della scuola e della normativa vigente. La presenza dei minori esuli nelle scuole italiane è divenuta negli ultimi anni un fenomeno quantitativamente rilevante.

Il tema delle guerre, in particolare in questo momento storico della guerra in Ucraina e dei rifugiati, rende necessaria la mediazione della scuola che può contribuire, attraverso tutte le componenti che formano la Comunità Scolastica, a fornire corrette chiavi di lettura del fenomeno e a preparare docenti ed alunni all’accoglienza rispettosa ed autentica nelle nostre classi.

Il confronto con la scuola

Il confronto con la scuola si pone in maniera urgente, considerando che l’età in cui molti di loro arrivano – come afferma nel “Protocollo di accoglienza alunni esuli” il Dirigente Scolastico dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria, l’Avv. Lucia Zavettieri, un’espressione autorevole della managerialità scolastica – coincide con l’età scolare e che la condizione dell’essere esule è connessa ad alcuni fattori di rischio e di vulnerabilità che debbono essere tenuti in debito conto per favorire il benessere degli alunni sin dal loro primo ingresso a scuola per una positiva esperienza scolastica. In questo senso è necessario che la scuola sia preparata all’accoglienza dei minori esuli in Italia e costruisca strumenti utili, non solo per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, ma anche didattico e relazionale, a beneficio dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie. Naturalmente prassi e strumenti adeguati dovranno essere garantiti anche nelle fasi successive all’inserimento, con particolare attenzione ai passaggi da un ordine di scuola all’altro.

Azioni per l’attuazione degli adempimenti amministrativi, l’organizzazione e la cura degli aspetti didattici e relazionali

Il Protocollo vuole, dunque, essere – come puntualizza, nel “Protocollo di accoglienza alunni esuli” il Dirigente Scolastico dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria, l’Avv. Lucia Zavettieri – uno strumento utile e stabilisce le azioni necessarie per l’attuazione degli adempimenti amministrativi, l’organizzazione e la cura degli aspetti didattici e relazionali, il passaggio da un ordine di scuola all’altro. Esso tiene conto della normativa di riferimento e in particolare in via analogica, della Nota MIUR 381 del 4 marzo 2021 “Accoglienza scolastica degli studenti Ucraini in esilio”, del Testo Unico sull’immigrazione (art. 38 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), della Legge 13 Luglio 2015, n. 107, Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti ed invia analogica per quanto possibile della Nota Miur 547 del 21 Febbraio 2014, Deroga all’obbligo scolastico di alunni adottati.

Nota Miur n. 781 del 14.04.2022

Tiene conto della nota Miur n. 781 del 14.04.2022 “ Accoglienza scolastica per gli studenti ucraini. Indicazioni operative”. Nell’assegnazione dei minori alle istituzioni scolastiche il Ministero si richiama l’opportunità di salvaguardare, le reti di relazioni, familiari o di comunità esistenti tra i profughi, e tra questi e gli ucraini già presenti in Italia. “Allo stesso tempo occorre assicurare che l’inserimento degli studenti esuli sia governato a livello territoriale, conciliando il più possibile bisogni dei profughi e spazi di accoglienza delle scuole. In proposito, si ricorda che le circolari ministeriali sulle iscrizioni (da ultimo la nota 30 novembre 2021, prot. n. 29452, relativa alle iscrizioni per l’a.s. 2022/2023) precisano che “nelle ipotesi di iscrizioni tardive…, gli Uffici di ambito territoriale degli Uffici Scolastici Regionali supportano il Dirigente Scolastico nell’individuazione di altra istituzione scolastica di destinazione nei casi di impossibilità ad accogliere l’iscrizione per motivi di incapienza delle classi”.La nota 5 agosto 2020, prot. n. 1376, adottata nella fase dell’emergenza pandemica COVID-19 e riferita a “tutti i casi nei quali un rifiuto comporterebbe la negazione del diritto all’istruzione”, è da considerarsi applicabile anche in questa fase di emergenza in cui è necessario assicurare l’inserimento scolastico dei professori.

Organizzazione articolata e continua in grado di soddisfare i diversi bisogni comunicativi degli alunni

L’inserimento e così anche l’eventuale passaggio tra ordini di scuola diversi sono rivestiti da caratteristiche peculiari che diversificano le attività che vi si svolgono e che necessitano di un’organizzazione articolata e continua in grado di soddisfare i diversi bisogni comunicativi degli alunni. Partendo proprio dai presupposti legati agli approcci e alle metodologie che appartengono all’area umanistico-affettiva – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – è necessario far leva su tecniche capaci di incentivare e mantenere alta la motivazione. Per questo motivo vanno tenuti in giusta considerazione e valorizzati i saperi, le preconoscenze, la cultura d’origine e il vissuto creando un clima di apprendimento disteso, non ansiogeno, in grado di portare l’allievo a conquistare e aumentare l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità. A questo proposito gli interventi favoriranno la flessibilità di percorso per consentire un adattamento facile e graduale a situazioni e contesti, sulla base di criteri non solo cognitivi ma anche affettivi e psicologici.

Le finalità del protocollo

Il protocollo:

  • deve contenere criteri, principi, indicazioni riguardanti la loro inclusione e accoglienza;
  • sostenere i minori neo-arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto in un ambiente sereno per promuovere il benessere psicologico e scolastico;
  • definire i ruoli del personale scolastico ed extra-scolastico coinvolto;
  • fissare pratiche condivise per promuovere il percorso di crescita del bambino e valorizzarne la specificità;
  • stabilire relazioni positive e collaborative tra scuola e famiglia;
  • potenziare e valorizzare le competenze delle figure scolastiche;
  • favorire il lavoro di rete tra famiglia, scuola, servizi pubblici e privati ed Enti Autorizzati.

Le strategie d’accoglienza

Per un inserimento positivo degli alunni stranieri – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – le strategie d’accoglienza si basano su quattro aspetti fondamentali:

  • Amministrativo-burocratico
  • Comunicativo-relazionale
  • Educativo-didattico
  • Sociale.

La fase dell’iscrizione (amministrativo-burocratico)

L’articolo 45 del Regolamento attuativo del Testo Unico sull’immigrazione, decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, stabilisce che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione e sono soggetti all’obbligo scolastico, indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Si rammenta che, oltre alla “Rilevazione sull’accoglienza scolastica degli studenti ucraini” tramite SIDI, le istituzioni scolastiche sono chiamate a curare l’inserimento in “Anagrafe Nazionale degli Studenti” di quanti iscritti nelle sezioni di scuola dell’infanzia e nelle classi di scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, nonché presso i CPIA. A tali fini, in mancanza di codice fiscale, l’inserimento è possibile attraverso l’indicazione di un codice fittizio. Ulteriori informazioni operative sono reperibili su SIDI.

Il personale di segreteria – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – si interessa dell’aspetto puramente burocratico:

  • Iscrive il minore alla scuola (senza, per il momento, far riferimento alla classe);
  • richiede la documentazione necessaria (pagella o diploma con traduzione autenticata);
  • chiede il certificato di vaccinazione, se in possesso, o l’autocertificazione. In ogni caso, la mancanza di vaccinazioni non può precludere l’ingresso a scuola, né la regolare frequenza;
  • acquisisce l’opzione di avvalersi o non avvalersi della religione cattolica;
  • fornisce ai genitori materiale per una prima informazione sull’organizzazione della nostra scuola;
  • in raccordo con l’insegnante referente e la Commissione Accoglienza, stabilire una data per un colloquio con la famiglia e l’alunno.
  • avvisa il Dirigente Scolastico e l’insegnante referente i quali stabiliscono una data per un colloquio con la famiglia e l’alunno.

La fase dell’accoglienza (comunicativo-relazionale)

Superato l’aspetto burocratico, occorre attivarsi per accogliere l’alunno neo-arrivato.

Il Dirigente e/o il Referente di Istituto:

  • Fissa un primo colloquio con la famiglia e con l’alunno; lo scopo di questo primo colloquio sarà quello di raccogliere informazioni sulla storia personale e scolastica dell’alunno, sulla sua situazione familiare, i suoi interessi, il suo percorso scolastico, la biografia linguistica.
  • Organizza il tempo-scuola dell’alunno al fine di somministrare test di ingresso per accertarne competenze e bisogni.
  • I minori stranieri soggetti all’obbligo di istruzione, e quindi anche i profughi esuli , vengono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione dell’alunno ad una classe diversa, tenendo conto:
  • dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza, che può determinare l’iscrizione ad una classe, immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica;
  • dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione;
  • del corso di studi eventualmente seguito nel Paese di provenienza;
  • del titolo di studio eventualmente posseduto.

Considerata la probabile carenza di documentazione che attesti gli studi in corso in Ucraina e, dunque, sulla base degli elementi conoscitivi a disposizione, le istituzioni scolastiche valuteranno ciascuna situazione considerando l’inserimento nella classe corrispondente al percorso scolastico precedente, al fine di dare continuità, per quanto possibile, agli apprendimenti interrotti.

Prospetto indicativo di inserimento nelle scuole italiane degli alunni e studenti esuli

Con le indicazioni per individuare i gradi di scuola (infanzia, primaria, secondaria di primo grado) e le classi di inserimento. Si procederà a partire dall’anno di nascita o, in assenza di questo dato, dall’età anagrafica dichiarata, ma si terrà comunque in considerazione il numero di anni frequentati nel paese di origine (in riferimento alla L. n.107del luglio 2015 l’Istituto può comunque decidere in maniera differente in riferimento alla normativa).

Tempi di inserimento

La prima fase di accoglienza – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – avrà una durata variabile a seconda del singolo caso. La persona che curerà questa fase verrà scelta in base alle risorse disponibili (dal momento dell’iscrizione alla fase di prima accoglienza possono trascorrere alcuni giorni; questo per consentire al Referente di reperire le risorse ed organizzare l’orario scolastico dell’alunno). In questa fase avviene la formalizzazione del rapporto dell’alunno e della sua famiglia con l’istituzione scolastica. Questa fase viene eseguita da un incaricato della segreteria. L’autonomia scolastica consente la costruzione di soluzioni efficaci e appropriate. L’assegnazione alla classe avviene in applicazione alla normativa vigente.

Validità dell’anno scolastico

Restano ferme le norme vigenti in materia di validità dell’anno scolastico per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Considerato che gli studenti esuli, ancorché tardivamente iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado italiane, ordinariamente seguivano percorsi scolastici nel loro Paese, la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato – comprensivo delle attività oggetto di formale valutazione intermedia e finale da parte del consiglio di classe – richiesta ai fini della validità dell’anno scolastico, si considera decorrere dal momento dell’iscrizione dello studente ucraino nella scuola italiana di accoglienza.

La fase educativo-didattica

Gli elementi raccolti (documentazione, colloquio, test) consentono di individuare la classe di inserimento sulla base di quanto previsto dall’art. 45 del DPR 31/08/99 n.394 “ i minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica” tenendo comunque conto:

  • Dell’ordinamento degli studi del paese di provenienza dell’alunno.
  • Del corso di studi seguito dall’alunno nel Paese di provenienza.
  • Del titolo di studio posseduto dall’alunno.
  • Dalle aspettative familiari emerse nel corso del colloquio.

In questa fase il Dirigente Scolastico decide la classe d’inserimento del neo-arrivato, sentiti i genitori, l’insegnante referente e il gruppo di lavoro o la Commissione di Accoglienza, tenendo presenti in particolare:

  • Lingua madre dello studente
  • Conoscenza di una lingua veicolare presente nel curriculum di classe
  • Presenza nella classe di alunni provenienti dallo stesso paese
  • Presenza nella classe di caratteristiche di complessità( disagio, handicap, etc.)
  • Ripartizione degli alunni nelle classi secondo la direttiva della Circolare 2/10, art.3

Il Dirigente Scolastico e /o il referente coinvolge i docenti della classe consegnando la documentazione utile all’inserimento, in modo tale che il Consiglio di Classe, la Commissione o l’Equipe Pedagogica possa quanto prima procedere alla stesura del PEP.

Tempi di inserimento

È necessario che l’inserimento a scuola avvenga in tempi appropriati, dopo un cospicuo periodo di permanenza del bambino all’interno del nucleo familiare per consentire l’instaurarsi e rafforzarsi dei legami affettivi e l’adattamento ai ritmi della nuova vita insieme.

A tal fine, il nostro Istituto mette in atto le buone prassi di seguito elencate:

  • le tempistiche effettive di inserimento vengono decise dal Dirigente Scolastico, in accordo con il team dei docenti, l’insegnante referente, la famiglia, gli Enti e i servizi pubblici e/o privati che sostengono la stessa nel percorso;
  • se necessario, si procederà con gradualità e progressività nell’inserimento consentendo la flessibilità nell’orario scolastico;
  • per bambini tra i cinque e i sei anni di età che presentano fattori di vulnerabilità, solo in casi circostanziati da documentazione che ne attesti la necessità, è accordata la possibilità di deroga dall’iscrizione alla prima classe della primaria al compimento dei sei anni e la possibilità di rimanere un ulteriore anno nella scuola dell’infanzia.

Aspetto comunicativo – relazionale

Il momento dell’accoglienza – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – svolge un’azione preventiva rispetto a un eventuale disagio nelle fasi successive del percorso scolastico. Per questo motivo è fondamentale curare la relazione e il dialogo tra scuola, alunno e genitori/chi se ne prende cura per creare un clima collaborativo e di reciproco rispetto, favorire il lavoro in rete tra famiglia, istituzione scolastica, servizi pubblici e/o privati coinvolti, associazioni ed Enti Autorizzati.

Per agevolare il percorso formativo degli alunni e l’accoglienza delle loro famiglie, il Dirigente Scolastico si avvale di un insegnante referente, coadiuvato dalla commissione accoglienza e alla legalità formato sulle tematiche, con compiti di informazione, consulenza e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso di inserimento e di accoglienza a scuola.

L’insegnante referente e la prima accoglienza

In accordo con il Dirigente Scolastico, l’insegnante referente – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – si propone come ponte tra la famiglia e gli insegnanti di classe occupandosi del primo inserimento, promuovendo i contatti con i genitori/enti e supportando i docenti nella gestione della didattica.

Cosa fa l’insegnante referente

L’insegnante referente – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – nella fase di prima accoglienza:

  • esamina la documentazione raccolta dalla Segreteria all’atto dell’iscrizione;
  • prevede un incontro con i genitori/enti per raccogliere le informazioni utili per progettare l’inserimento;
  • porta a conoscenza della famiglia i progetti inseriti nel PTOF;
  • illustra le risorse e gli strumenti disponibili volti a facilitare l’inserimento degli alunni esuli;
  • raccoglie le informazioni utili ai fini del buon inserimento del bambino e del ragazzo, avvalendosi della scheda di raccolta informazioni a integrazione dei moduli d’iscrizione per la scuola primaria;
  • comunica al Dirigente Scolastico le informazioni raccolte utili all’assegnazione della classe in cui inserire l’alunno.

Inoltre, il referente confrontandosi con i docenti e la Commissione ,in sinergia:

  • promuovono l’attuazione di attività di recupero e potenziamento linguistico; o informano gli insegnanti (compresi i supplenti) della eventuale presenza di alunni esuli nelle classi;
  • mettono a disposizione degli insegnanti la normativa esistente e materiali di approfondimento;
  • supportano i docenti nella realizzazione di eventuali percorsi didattici personalizzati; collaborare a curare il passaggio di informazioni tra i diversi gradi di scuola;
  • propongono l’acquisto di materiale didattico e informativo specifico consultabile dai docenti per l’aggiornamento e l’implementazione della biblioteca d’Istituto;
  • stabiliscono contatti con Enti Locali, servizi, associazioni, altre Istituzioni Scolastiche per progetti e corsi di aggiornamento e formazione; o promuovono e pubblicizzano iniziative di formazione; o garantiscono l’applicazione della normativa vigente e delle linee guida.

La Commissione di Accoglienza

La scuola organizza un gruppo di lavoro o una Commissione Accoglienza (che può coincidere con la Commissione Intercultura o con la Commissione per l’Inclusione) che si riunisce nei casi di inserimento di alunni neo arrivati, per progettare azioni di accoglienza:

  • è composta dal Dirigente scolastico e da alcuni docenti di tutti gli ordini (funzione strumentale/insegnante referente, coordinatori dei plessi, docenti consulenti per le discipline, psicologi che collaborano con l’Istituto, se presenti);
  • esprime indicazioni che hanno carattere consultivo, gestionale e progettuale; effettua un colloquio con i genitori e con l’alunno.

La commissione accoglienza

La commissione accoglienza – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – effettua tempestivamente un colloquio con la famiglia al fine di raccogliere informazioni relative al processo migratorio e alla biografia relazionale- affettiva, apprenditiva – linguistica del minore, ai bisogni particolari dell’alunno, anche alimentari, a eventuali problemi medici presenta, a grandi linee, il modello formativo ed educativo della scuola individua le aspettative della famiglia verso la nuova istituzione scolastica, sottolineando l’importanza del rapporto scuola-famiglia osserva l’alunno in situazione con frequenti contatti con gli insegnanti di classe.

Colloquio con i genitori

Lo scopo di questo primo incontro – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – è quello di raccogliere informazioni sulla storia personale e scolastica dell’alunno, sulla sua situazione familiare pregressa, i suoi bisogni educativi, gli interessi e altre notizie ed elementi utili alla conoscenza.

Al primo incontro o colloquio con la famiglia è opportuna la partecipazione un referente dell’équipe che segue la famiglia per progettare al meglio l’inserimento del minore.

Obiettivi:

  • dare informazioni sul funzionamento della scuola;
  • raccogliere informazioni sulla situazione familiare, sulla storia dell’alunno e, se possibile avere un confronto sul funzionamento della scuola nel paese di origine.

Cosa consegnare

  • Brochure sul funzionamento della scuola e calendario scolastico;
  • modulistica utile per le comunicazioni con la scuola (se possibile nella lingua madre dell’alunno con l’aiuto del mediatore linguistico).

Cosa chiedere

Informazioni di tipo anagrafico, scolarizzazione pregressa, riferimenti dei servizi o Enti Autorizzati che seguono il nucleo familiare, ecc., cui è dovuto il trattamento riservato ai dati sensibili.

Si propone ai genitori una visita preliminare del bambino a scuola per prendere confidenza col nuovo contesto e si stabilisce un colloquio con l’alunno per rilevare le abilità e competenze, il livello di conoscenza della lingua italiana, il livello di scolarizzazione (anche per mezzo di test di ingresso).

Assegnazione alla classe

La Commissione Accoglienza:

  • tenuto conto delle disposizioni legislative;
  • raccolte le informazioni fornite dalla Segreteria e desunte dal colloquio con i genitori ;
  • valutate le abilità e le competenze dell’alunno;
  • iscrizione definitiva dell’alunno alla classe, dandone successiva informazione alla famiglia e al personale di Segreteria addetto.

Inserimento in classe

La Commissione Accoglienza, in stretta collaborazione con i docenti della classe a cui è stato assegnato l’alunno/a, individua, sulla base delle risorse interne ed esterne disponibili – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – percorsi di facilitazione da attivare a livello didattico e relazionale.

Finalità:

  • aiutare l’alunno/a superare le difficoltà che incontra nel nuovo contesto in cui si trova ad essere inserito/a;
  • educare l’alunno/a e i suoi nuovi compagni di classe all’incontro, al rispetto e alla convivenza nella diversità;
  • dare risposte concrete ed efficaci al senso di confusione e di smarrimento, al bisogno di accettazione dell’alunno/a esulo/a neo arrivato/a.
  • Percorso di facilitazione didattica:
  • rilevazione dei bisogni specifici di apprendimento
  • uso di materiali visivi, musicali, grafici
  • semplificazione linguistica, tramite l’utilizzo di opportuni testi;
  • adattamento dei programmi curricolari ai bisogni formativi dell’alunno/a;
  • istituzione di laboratori intensivi di lingua italiana.

Percorso di facilitazione relazionale

  • programmazione di attività interculturali rivolte a tutti gli alunni;
  • utilizzo di materiali nelle diverse lingue;
  • individuazione di compagni di classe tutor a rotazione;
  • promozione di attività di piccolo gruppo.

Monitoraggio

Il monitoraggio – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – costituisce un momento indispensabile per valutare l’efficacia nel tempo dei diversi interventi. Per svolgere il monitoraggio la Commissione Accoglienza si riunisce con i docenti di classe secondo le tappe previste dagli interventi, valutando i progressi compiuti dall’alunno/a sia in relazione all’ inserimento nel contesto classe che in rapporto agli apprendimenti acquisiti. Qualora dovessero emergere difficoltà, sarà cura della Commissione e dei docenti del team classe apportare le necessarie correzioni al programma individualizzato elaborato per l’alunno/a.

Il Piano Didattico Personalizzato

L’inserimento a scuola degli alunni esuli, il riferimento alla direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 in tema di bisogni educativi speciali e ai chiarimenti forniti con nota 22 novembre 2013, prot. n. 2563 prevede, per gli studenti neoarrivati in Italia da Paesi di lingua non latina, la definizione di un Piano didattico personalizzato (PDP) e l’attivazione di percorsi personalizzati, oltre che l’adozione di strumenti compensativi e misure dispensative. Nell’ambito dell’esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa, le istituzioni scolastiche potranno pure individuare attività di arricchimento formativo consistenti nell’accesso a materiali ed attività didattiche on-line riferibili al curricolo di provenienza. Indicazioni in merito alla valutazione degli apprendimenti e all’eventuale partecipazione agli esami di Stato del primo e del secondo ciclo saranno fornite successivamente. Dopo un periodo di osservazione in classe e in base agli elementi informativi raccolti in collaborazione con la famiglia – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – il Consiglio di classe predispone se necessario un Piano Didattico Personalizzato (Direttiva Ministeriale del 27 Dicembre 2012; Circolare Ministeriale n.8 del 6 Marzo 2013). Nei casi di alunni esuli la realizzazione di un PDP, qualora ve ne sia la necessità, è possibile in ogni momento dell’anno. Qualora tra l’arrivo a scuola del minore e la chiusura dell’anno scolastico non vi sia sufficiente tempo per l’osservazione e la stesura del documento, la scuola attuerà comunque delle misure didattiche di accompagnamento da formalizzare nel PDP nell’anno scolastico successivo. Il PDP degli alunni esuli rappresenta un percorso personalizzato che tiene conto della loro specificità e della speciale richiesta di attenzione per mettere in campo tutte le strategie educative e didattiche opportune. In ogni caso, ciò non comporta l’adozione di misure dispensative o di strumenti compensativi (tranne nel caso in cui siano diagnosticati anche disturbi specifici dell’apprendimento o altre diagnosi), con la conseguenza che la valutazione avviene nelle forme e nei modi previsti dal D.P.R. 122/2009 per tutti gli alunni.

In questa fase l’insegnante referente:

  • offre alle famiglie degli alunni disponibilità a collaborare con altre risorse del territorio, se necessario;
  • sostiene i colleghi nel comprendere le specificità degli alunni ed eventuali criticità;
  • monitora il percorso educativo-didattico in accordo con la famiglia e i docenti di riferimento;
  • partecipa, se richiesto, agli incontri di rete con altri servizi sempre previo accordo della famiglia e dei docenti di riferimento.

Continuità

L’essere esuli – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – è una condizione che dura tutta la vita e in alcuni momenti del percorso scolasti-co possono emergere problemi e insicurezze che vanno letti alla luce del trauma di guerra. Il passaggio tra ordini e gradi di scuola è di per sé un momento di discontinuità che può essere particolarmente destabilizzante per gli alunni adottati, per una sensibile reattività ai cambiamenti, bassa autostima, timore di non essere accettati, o per la maggiore complessità delle richieste scolastiche, che possono aggiungersi a una incompleta padronanza delle abilità linguistiche necessarie all’apprendimento superiore e ai vissuti emotivi che caratterizzano la preadolescenza e l’adolescenza.

Aspetto educativo – didattico

In presenza di alunni esuli in classe, i docenti – si legge “Protocollo di accoglienza alunni esuli” dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria – attuano prassi mirate a valorizzarne la specificità e a sostenere l’inclusione.

I docenti:

  • incontrano i genitori del bambino e concordano , in accordo con la famiglia, strategie educative;
  • realizzano un’accoglienza “permanente”;
  • mantengono in classe un atteggiamento equilibrato senza sovraesporre l’alunno, ma garantendo al contempo la valorizzazione della sua specificità; individuano opportuni percorsi facilitati di inserimento (inserimento per un periodo, per alcune ore durante la giornata, in una classe precedente a quella di appartenenza, inserimento in laboratori linguistici, corsi integrativi in alcune materie…);
  • individuano eventualmente, anche sulla base delle risorse disponibili, percorsi a livello didattico: uso di materiali multimediali per contestualizzare la lezione, uso di testi semplificati per l’italiano per studiare;
    pongono attenzione ai modelli di famiglia presenti nei libri di testo e parlano di famiglia, proponendo un concetto basato su legami affettivi e relazionali;
  • in accordo con i genitori, trattano temi “sensibili” adattandoli alla specificità degli alunni presenti in classe;
  • se necessario, predispongono il Piano Didattico Personalizzato;
  • tengono contatti con la famiglia ed eventualmente con i servizi e gli Enti che accompagnano il percorso post -bellico;
  • Individuano percorsi di potenziamento linguistico; insieme all’insegnante referente prevedono, se necessario, l’affiancamento all’alunno esule di un compagno tutor e/o di un “facilitatore linguistico” (un insegnante, anche di altra sezione, possibilmente con esperienza e/o formazione pregressa dell’insegnamento dell’Italiano come L2), che curi in un primo momento l’alfabetizzazione comunicativa e poi l’approccio alla lingua specifica dello studio.

Suggerimenti operativi e metodologici

Nelle prime fasi può essere utile:

  • essere fisicamente vicini all’alunno e mantenere ritualità rassicuranti (stesso posto in classe e vicino all’insegnante);
  • preparare nella classe un cartellone/libretto di BENVENUTO con saluti (anche nella sua lingua d’origine);
  • preparare un cartellone di classe su cui incollare insieme ai compagni la sua foto;
  • favorire l’apprendimento cooperativo e il tutoring;
  • attuare la didattica a classi aperte;
  • sostenere e gratificare l’alunno in occasione dei successi scolastici.

Disposizioni di carattere sanitario – COVID-19

Necessario il raccordo con le autorità sanitarie, chiamate ad assicurare l’attuazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza del Dipartimento della protezione civile 6 marzo 2022, n. 873, recante “Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per assicurare, sul territorio nazionale, l’accoglienza, il soccorso e l’assistenza alla popolazione in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina” (). Tali previsioni sono prorogate fino al 30 aprile 2022 (ordinanza del Dipartimento della protezione civile 29 marzo 2022, n. 881).
L’art. 2, comma 1, della menzionata ordinanza n. 873 prevede per i profughi ucraini un regime di autosorveglianza di cinque giorni, decorrenti dal tampone effettuato nelle 48 ore successive all’ingresso nel territorio nazionale e il conseguente obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2, escluse le categorie esonerate ai sensi della normativa vigente.

Disposizioni di carattere sanitario – vaccinazioni

Con riguardo invece agli adempimenti vaccinali di cui al decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, si richiama la Circolare del Ministero della Salute 3 marzo 2022, “Crisi Ucraina – Prime Indicazioni per Aziende Sanitarie Locali” che, per i soggetti mai vaccinati, con documentazione insufficiente e stato vaccinale incerto, raccomanda “l’offerta delle vaccinazioni previste, in rapporto all’età, secondo il calendario del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”. Tali indicazioni sono completate dalla menzionata ordinanza del Dipartimento della protezione civile 6 marzo 2022, n. 873, ove si prevede che entro i cinque giorni successivi dall’ingresso, devono essere garantite le misure di sanità pubblica con particolare attenzione alla somministrazione dei vaccini anti-difterite, tetano, pertosse, poliomielite. Ferme restando le predette disposizioni di carattere sanitario, con riferimento all’art. 3, comma 1, del citato decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, le istituzioni scolastiche sono tenute “all’atto dell’i scrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni e del minore straniero non accompagnato, a richiedere…la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccina zioni obbligatorie… ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse… o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie… entro la fine dell’anno scolastico o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia”. In merito, come di consueto, le istituzioni scolastiche cureranno le interlocuzioni con le Aziende sanitarie locali di riferimento. Rimane in vigore la disposizione dell’art. 3, comma 3, del citato decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, per la quale “Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso. Per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 non costituisce requisito di accesso alla scuola o al centro ovvero agli esami”

Protocollo alunni esuli aggiornato

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