Accoglienza alunni adottati: un esempio di protocollo per il ciclo di base

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La scuola è un’esperienza di grande rilevanza nella vita di ciascuno di noi, ancor di più nell’esperienza di vita, chiaramente, di un minore adottato. La nostra scuola, la scuola del nostro alunno, riveste sicuramente una grande importanza nel determinare la qualità del suo inserimento nel nuovo contesto sociale.

 Essa, possiamo dire con una certezza unica, rappresenta il primo luogo di socializzazione successivo a quello protettivo del mondo familiare. La prosperità delle dinamiche relazionali che ha modo di esperimentare con i compagni e i docenti creano le condizioni per ritenere la scuola un luogo di grande significatività nella sua costruzione della personalità: psichica, affettiva e cognitiva. Si ritiene fondamentale costruire una collaborazione tra scuola e famiglia e una comunicazione reciproca adeguata, finalizzata a elaborare obiettivi comuni per il conseguimento di una certa sicurezza e di una maggiore autostima da parte dell’alunno adottato.

Scoprire le specificità, o diversità, che si possono ricondurre alle esperienze pregresse

La scuola – si legge nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) diretto, con una spiccata competenza e managerialità dal dirigente scolastico Prof.ssa Stefania Astarita – ha il difficile compito di individuare il sottile equilibrio tra occasioni che esigono di considerarlo uguale ai compagni e momenti in cui non si può trascurare la diversità della sua storia, in particolare, tenendo conto del fatto che spesso si manifestano disagi e difficoltà a livello scolastico riconducibili al suo vissuto. In altre parole, gli insegnanti, con la collaborazione dei genitori, devono scoprire le specificità, o diversità, che si possono ricondurre alle esperienze pregresse. Riconosciuta tuttavia la diversità occorre non considerarla come un ostacolo, bensì come una condizione da gestire in modo costruttivo per perseguire il percorso di formazione e maturazione del minore, valutando i suoi progressi personali in termini di cambiamento e di crescita.

La necessità di avere un protocollo, anche prima e non solo dopo, l’arrivo di alunni adottati

Con la presenza nella nostra scuola di alunni adottivi si è sentita la necessità di creare un “Protocollo di accoglienza per gli alunni adottivi” per dare a tutti i docenti gli strumenti, gli spunti metodologici e didattici per affrontare così, serenamente, l’inserimento di questi bambini. L’intenzione – si legge nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) – è di essere uno strumento di lavoro, che consenta di realizzare un’accoglienza “competente”, cioè che traduca il “clima”, gli atteggiamenti, le attitudini, in criteri, indicazioni, dispositivi, atti, materiali… allo scopo di facilitare l’inserimento degli alunni adottati. Quale strumento di lavoro, può essere integrato e rivisto sulla base delle esigenze e delle risorse della scuola, al fine di migliorare l’inserimento e l’integrazione del bambino adottato.

 

Motivi del protocollo

Perché il bambino adottato internazionalmente non è un bambino straniero. Vediamo di verificarlo assieme anche facendo ricorso, ancora una volta, all’eccellente Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto “Lucantonio Porzio”:

  • Il bambino adottato ha la sua specificità: ha un passato ed un presente diversi.
  • Per prefissare pratiche condivise
  • Per evitare stereotipi e pregiudizi
  • Per orientare chi non è preparato ad accogliere un minore adottato
  • Per potenziare e valorizzare le competenze delle figure scolastiche.

Cosa non bisogna mai dimenticare e necessita avere presente

Bisogna ricordare che tutti i bambini adottati hanno sperimentato alcune esperienze sfavorevoli prima dell’ adozione: vissuti dolorosi quali separazione dai genitori di nascita e da eventuali fratelli; periodi di istituzionalizzazione; esperienze di maltrattamento fisico e/o psicologico ; affidi o adozioni non riuscite. Inoltre, i bambini con adozione internazionale, devono confrontarsi con numerosi cambiamenti ( linguistici, climatici, alimentari…) e inserirsi in contesti per loro completamente nuovi. Infine, anche le differenze culturali e somatiche contribuiscono a rendere il percorso di integrazione nel nuovo contesto di vita più complesso e delicato.

Le aree critiche

Alla luce di tutto ciò si evidenzia in gran parte dei bambini adottati la presenza di “aree critiche” da tener ben presente. Esse, tuttavia, non devono per forza esserci né tanto meno sono presenti nella stessa misura in tutti i bambini.

Difficoltà di apprendimento

La percentuale dei DSA è elevata ma i bambini adottati ( per il loro precedente vissuto traumatico), possono presentare anche problematiche nella sfera psico-emotiva e cognitiva che interferiscono con le capacità di apprendimento: deficit nella concentrazione, nell’ attenzione, nella memorizzazione…

Difficoltà psico-emotive

Sempre in conseguenza alle esperienze sfavorevoli vissute, si possono manifestare difficoltà nel controllo delle emozioni: comportamenti aggressivi, incontenibile bisogno di attenzione, paura di essere rifiutati… Questi bimbi necessitano quindi di tempi medio-lunghi per acquisire modalità di relazione adeguate, imparando a riconoscere e esprimere correttamente le proprie emozioni. Si tratta di un percorso impegnativo che va tenuto nella giusta considerazione soprattutto per coloro che iniziano quasi contemporaneamente inserimento in famiglia e a scuola.

Scolarizzazione nei Paesi d’origine

In molti Paesi il percorso scolastico è strutturato diversamente rispetto l’Italia: in alcuni paesi la scuola Primaria inizia a sette anni; in altri dura solo quattro anni; in altri ancora, in particolare se sono bambini diversamente abili possono aver frequentato scuole speciali.

Bambini segnalati con bisogni speciali o particolari:

Per bambini segnalati con bisogni speciali o particolari ci si riferisce a:

  • Adozioni di due o più minori
  • Bambini di sette o più anni di età
  • Bambini con significativi problemi di salute o disabilità
  • Bambini reduci da esperienze particolarmente difficili o traumatiche.

Chiaramente, soprattutto per le ultime due tipologie, saranno bambini che potranno presentare problematiche sia sul piano degli apprendimenti sia dell’adattamento all’ambiente scolastico. Anche per la salute non tutti i Paesi hanno lo stesso standard valutativo.

Obiettivi

Attualmente in Italia, non esiste una normativa che regoli minuziosamente l’inserimento scolastico del minore adottato. Molti istituti scolastici fanno così riferimento alle indicazioni del Ministero riguardanti i minori stranieri, non tenendo presente che trattasi di situazioni completamente distinte.

L’obiettivo principale del protocollo è quello di:

  • diffondere una giusta cultura dell’infanzia
  • facilitare i rapporti scuola-famiglia
  • sensibilizzare gli insegnanti
  • agevolare l’inserimento e l’integrazione del minore adottato/a.

Proposta di autoregolamentazione interna

Gli insegnanti saranno tenuti ad essere informati dal docente referente, e ad avere colloqui con i genitori per conoscere il vissuto del bambino, per essere di supporto reciproco e per concordare insieme strategie educative.

Gli insegnanti, se necessario potranno far riferimento all’Ente autorizzato o servizio adozioni territoriali che hanno seguito la famiglia nel percorso adottivo.

Il team docente concorderà le strategie da attuare per favorire un clima affettivo, sociorelazionale positivo.

Il team docente si confronterà sistematicamente sulle strategie comuni di tipo educativo , affettivo, socio-relazionale nei rapporti individuali con l’alunno adottato (strategie supportate dagli incontri e dai colloqui con i genitori).

Gli insegnanti avranno la sensibilità di organizzare diversi percorsi scolastici per affrontare temi quali: “La diversità è una ricchezza”, “Accettazione di sé e degli altri”, “Io sono unico”, “L’adozione”, (Metodologia Life Skills Education, Sussidi: Libri, DVD videocassette ecc.)

I docenti avranno cura di trasmettere le informazioni al passaggio dei diversi gradi di scuola.

Scuola dell’Infanzia – assegnazione dell’alunno alla sezione:

Le insegnanti della Scuola dell’Infanzia (nel caso del ciclo di base, naturalmente) effettueranno – si legge nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) – concordandolo con la famiglia l’inserimento nella sezione o classe più adeguata (anche se non di competenza), in base alle osservazioni e dopo aver constatato i bisogni relazionali, comunicativi e socio-affettivi (anno ponte scuola dell’Infanzia – Scuola Primaria).

Scuola Primaria – assegnazione dell’alunno alla classe:

  1. Il bambino in adozione internazionale inserito all’inizio o durante l’anno scolastico sarà un’apposita commissione, designata dal Collegio dei Docenti, che constaterà le competenze socio affettive a valutare l’inserimento nella classe più adeguata, o scegliere un percorso a classi aperte.
  2. I bambini potranno essere affiancati da mediatori linguistici, se ritenuto estremamente necessario, e se accettato dal bambino e famiglia. Si esclude l’iscrizione a corsi di lingua per stranieri.

Ambito comunicativo relazionale

Il momento dell’accoglienza e del primo ingresso sono fondamentali per il benessere scolastico di ogni bambino. La buona accoglienza può essere preventiva per eventuali disagi che potrebbero sorgere successivamente durante il percorso scolastico. Accoglienza, integrazione e successo scolastico sono garantiti solo da un processo di vera collaborazione tra famiglia, scuola, équipes specialistiche. Per agevolare tale lavoro di rete è auspicabile che la scuola individui un insegnante referente sul tema.

Continuità

Il passaggio da un ordine di scuola ad un altro – si legge nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) diretto dalla Prof.ssa Stefania Astarita – può essere destabilizzante per molti studenti e ciò può essere più evidente negli alunni adottati. Questo diventa ancora più difficoltoso per bambini adottati in preadolescenza. È, quindi, auspicabile l’attivazione di buone prassi che facilitino il progredire del percorso scolastico:

  • un accurato scambio di informazioni (concordato con la famiglia) fra docenti dei diversi gradi di scuola e la possibilità che i ragazzi possano, se necessario, familiarizzare con il nuovo ambiente tramite visite alla scuola e incontri con gli insegnanti prima dell’inizio dell’effettiva frequenza;
  • una particolare cura dei rapporti scuola-famiglia, mediante la predisposizione di incontri iniziali e in itinere per favorire la comunicazione e monitorare i progressi nella maturazione personale e negli apprendimenti;
  • l’individuazione di un insegnante all’interno del consiglio di classe che possa rappresentare un riferimento privilegiato per il ragazzo e per la sua famiglia;
  • l’attivazione tempestiva di interventi ad hoc (potenziamento linguistico, acquisizione del metodo di studio, percorsi individualizzati consentiti dalla normativa), quando si ravvisino difficoltà nell’apprendimento all’inizio di un nuovo ciclo scolastico;
  • una particolare attenzione al clima relazionale di classe, attraverso attività che sensibilizzino gli studenti all’accoglienza, alla valorizzazione delle diversità e all’inclusione.

Continuità con le risorse del territorio

La multidimensionalità della condizione adottiva – si legge nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) diretto, con professionalità dal dirigente scolastico Prof.ssa Stefania Astarita – richiede che l’inserimento scolastico degli studenti adottati sia adeguatamente accompagnato e sostenuto attraverso un lavoro coordinato tra scuola, famiglia, servizi socio-sanitari, Associazioni Familiari e altri soggetti che si occupano di adozione sul territorio. Una rete di coordinamento tra i diversi soggetti potrà garantire, in un’ottica di collaborazione, il confronto sulle problematiche che potrebbero eventualmente presentarsi, sia al momento dell’accoglienza a scuola che successivamente, nonché mettere a disposizione competenze e professionalità diversificate, al fine di sostenere il benessere scolastico degli studenti adottati tramite un approccio multidisciplinare. A livello delle singole scuole risulta, necessario che il personale scolastico abbia chiari i diversi ruoli dei soggetti coinvolti e ne possegga contatti e riferimenti utili.

PRASSI OPERATIVE ALUNNI ADOTTATI

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