Accesso Università. Lega: no a graduatoria unica nazionale, depositato emendamento soppressivo

Di Lalla
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inviato da Mario Pittoni – No alla graduatoria unica nazionale per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato, prevista dal decreto sull’Istruzione nei prossimi giorni all’esame della Camera. E’ quanto chiede la Lega Nord, che al riguardo ha depositato un emendamento soppressivo a firma Fedriga, Bragantini, Buonanno.

inviato da Mario Pittoni – No alla graduatoria unica nazionale per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato, prevista dal decreto sull’Istruzione nei prossimi giorni all’esame della Camera. E’ quanto chiede la Lega Nord, che al riguardo ha depositato un emendamento soppressivo a firma Fedriga, Bragantini, Buonanno.

"Non ci fidiamo", spiega Mario Pittoni, che nella passata legislatura è stato capogruppo del Carroccio in commissione Istruzione del Senato e per il movimento continua a occuparsi di scuola e università. I dubbi – chiarisce – nascono dal fatto che al sistema universitario italiano è difficile riconoscere identità di requisiti e risultati sul territorio, con tutte le perplessità che ne conseguono per quanto riguarda il rispetto delle procedure. E chi finisce penalizzato sono spesso gli studenti del Nord.

Un “federalismo” universitario, sarebbe sicuramente più appropriato per le caratteristiche socio-economiche e culturali “variegate” del nostro territorio, in presenza di aree al loro interno sufficientemente omogenee, peraltro non difficili da individuare. E’ il modello presente con ottimi risultati in Germania, dove le Università sono gestite all’interno delle prerogative di governo dei Lander.

Il nuovo approccio romano alla selezione dei candidati all’accesso ai corsi universitari a numero programmato prevede invece un test unico a livello nazionale, svolto nelle singole sedi, il cui risultato viene elaborato in una graduatoria unica nazionale. L’eliminazione del cosiddetto “bonus maturità”, chiesta e ottenuta dalla Lega Nord, punta per quanto possibile a garantire la confrontabilità dei risultati a livello nazionale, vista la pesante disomogeneità di valutazione presente a livello territoriale e tra istituti. Ma ripeto: viste esperienze precedenti, non ci fidiamo.

Anche per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di Area Medica, Roma vuole costituire una Graduatoria unica nazionale (ovviamente per ciascuna tipologia di Scuola) stilata da una Commissione unica nazionale. In questo caso la valutazione dei risultati a un esame di quesiti a risposta multipla identico su tutto il territorio nazionale, sarebbe integrata da valutazioni curriculari limitate a elementi “teoricamente” oggettivi, rappresentati da indicatori numerici relativi al curriculum di studi.

Siamo però convinti – conclude Pittoni – che solo una gestione per macro-aree omogenee sotto il profilo culturale ed economico offra sufficienti garanzie di correttezza".

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